Alla scoperta del plancton nel laboratorio del SEACAM (Dipartimento di Biologia Marina, Università di Bangor) (Sara ed Elena C. 3D)

Il giorno in cui andammo al SEACAM per fare lo stage di biologia marina, un vento impetuoso aveva spazzato via ogni nube e reso il cielo limpidissimo, turchese come il mare.  Lo stesso vento, che ci aveva regalato la giornata più stupenda di tutto il periodo trascorso in Galles, ci stava rendendo davvero difficile e pericolosa la cattura del plancton da osservare in laboratorio. Armati di una apposita rete (a forma di imbuto, con maglie microscopiche e chiusa ad un estremità da una bottiglia di plastica) raggiungemmo il molo e, con l’aiuto del tutor, effettuammo in sicurezza tutte le operazioni necessarie al prelievo. L’osservazione al microscopio dei campioni di acqua di mare versata nelle piastre Petri, ci fece scoprire un sorprendente e invisibile mondo, animato da bizzarre ed eteree creature che si muovevano in modo caotico.

plancton         plancton 2

Il plancton è composto da organismi microscopici con scarse o assenti capacità natatorie, che si lasciano trasportare delle correnti orizzontali e verticali. Nel loro insieme, le numerose specie animali di zooplacton e quelle vegetali di fitoplancton costituiscono la base della piramide alimentare marina che termina, al vertice, con poche specie di grandi predatori. Lo zooplancton è soprattutto composto da minuscoli crostacei, i copepodi, di cui esistono specie parassite (lunghi fino a 25 mm) e specie a vita libera (lunghi da 0,5 a 10 mm). Questi crostacei sono adattati a tutte le acque, sia salate sia dolci, a tutte le profondità, dalle fosse abissali alle pozze di scogliera,  a tutte le temperature, dalle acque polari a quelle equatoriali, e la loro enorme diffusione li rende fondamentali nella catena trofica di mari e oceani. Sono predatori delle larve di zanzara e per questo sono allevati e commercializzati come bioinsetticidi, in modo analogo alle spore di Bacillus thuringensis. La riproduzione avviene mediante fecondazione interna: il maschio, forse in risposta ad un segnale chimico della femmina, le trasferisce una spermatofora contenente lo sperma. Le uova fecondate vengono deposte in uno o due sacche ovigere molto vistose, che fino alla schiusa rimangono appese al segmento genitale dell’addome della femmina. Il fitoplancton è composto da organismi fotoautotrofi, che mediante la fotosintesi clorofilliana rilasciano la metà dell’ossigeno totale prodotto dai vegetali della Terra. Si tratta di cianobatteri, proclorofite, cloroficee, criptoficee, dinoflagellati e diatomee. I fattori legati alla loro crescita sono: l’intensità luminosa per la fotosintesi, la limpidezza delle acque per la penetrazione della luce solare, la temperatura per le attività metaboliche, per la solubilità dei gas e per le correnti, la disponibilità di sostanze inorganiche che arrivano da terra o risalgono dai fondali con le correnti verticali. Nelle regioni temperate la curva di crescita del fitoplancton presenta un picco massimo in primavera – inizio estate e un secondo picco di minori dimensioni, in autunno, proprio per le ottimali condizioni dei parametri di crescita in questi due periodi dell’anno. Le curva di crescita dello zooplancton erbivoro e carnivoro seguono quella del fitoplancton con un breve scarto temporale.

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Insegnante di Scienze Naturali (Biologia, Chimica, Geologia, Astronomia) presso la scuola secondaria superiore
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Una risposta a Alla scoperta del plancton nel laboratorio del SEACAM (Dipartimento di Biologia Marina, Università di Bangor) (Sara ed Elena C. 3D)

  1. ilaria ha detto:

    La qualita’ delle informazioni su questo sito davvero alta. Ci sono un sacco di buone risorse qui. Di sicuro visitero’ il vostro blog di nuovo molto presto.

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