I Nautilus e gli Argonauta sono rari “fossili viventi” (Elisa 3D)

Nautilus pompilius

Nautilus pompilius (Photo credit: Wikipedia)

A proposito di Jules Verne e di “20.000 leghe sotto i mari”, non si può dimenticare il Nautilus, il famoso sommergibile del capitano Nemo. Non so se sia la finzione a imitare la realtà o viceversa, ma i Nautilus esistono davvero, sebbene possano essere considerati a buon titolo fossili viventi. I Nautiloidea (Molluschi Cefalopodi Tetrabranchiati), di cui sono sopravvissute solo 5 specie, vivono nei mari tropicali della regione indopacifica ad una profondità che varia tra i 50 e i 650 metri. La specie più nota è il Nautilus pompilius, che differisce dai comuni Cefalopodi per diversi aspetti. Primo fra tutti, la presenza di una vistosa conchiglia dalla caratteristica forma a spirale, di cui l’animale abita solo la parte più esterna, utilizzandone il resto come galleggiante per gli spostamenti verticali. La conchiglia, di colore bianco con striature rosso-brune e madreperlacea all’interno, è composta da strati di aragonite (forma cristallina di carbonato di calcio, CaCO3), alternati a strati di una sostanza proteica (conchiolina) che l’animale elabora direttamente dal proprio mantello. La testa grossa è dotata di due grandi occhi, i tentacoli sono numerosi e piccoli, una novantina filiformi e retrattili usati per localizzare e afferrare eventuali prede, le branchie sono in numero di quattro, da cui il nome di Tetrabranchiati, e le femmine depongono poche uova. Anche gli Argonautidae (Molluschi Cefalopodi Dibranchiati), non sono da meno quanto a particolarità. È  sopravvissuto il solo genere Argonauta, rappresentato nel Mediterraneo da due specie Argonauta argo e il più raro Argonauta cigno. Le specie di Argonauta somigliano maggiormente ai comuni polpi: possiedono due branchie, otto braccia, un tentacolo specializzato per la fecondazione interna, la testa e gli occhi di dimensioni ridotte. Tuttavia, la femmina dopo la fecondazione secerne, da un paio di tentacoli che si dilatano, una delicata conchiglia spiralata dalla consistenza fine simile alla carta pergamena, nella quale depone le uova fecondate. In generale, il dimorfismo sessuale è molto evidente: il maschio è privo di conchiglia, le sue dimensioni (circa 2 cm) sono molto inferiori a quelle della femmina (circa 30 cm) e le colorazioni differiscono notevolmente tra i sessi. Ad esempio nell’ Argonauta argo, il maschio presenta una livrea azzurra molto lucente con vistose macchie giallastre e rosso brunastre o nerastre, mentre la femmina può essere argento lucente o verde-violetto iridescente. I comuni Cefalopodi, a differenza dei Bivalvi e dei Gasteropodi, hanno completamente perso la conchiglia o ne possiedono una vestigiale, nascosta all’interno del corpo, che è chiamata gladio, ma è comunemente nota con il nome di “osso di seppia”.

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Informazioni su elenacosi

Insegnante di Scienze Naturali (Biologia, Chimica, Geologia, Astronomia) presso la scuola secondaria superiore
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