C’è ancora molto da dire su Cefalopodi e Molluschi (Lorenzo S. e Alice 3D)

Il phylum dei Molluschi (Invertebrati) comprende tre Classi di organismi apparentemente molto diversi che, ad uno sguardo più attento, mostrano un progressivo aumento nella complessità di strutture corporee simili. Si comincia dai Bivalvi e, attraverso i Gasteropodi, si giunge ai Cefalopodi dotati di caratteri analoghi a molti Vertebrati. I biologi evoluzionisti continuano a ripetere che il cammino evolutivo è tortuoso, imprevedibile, pieno di vicoli ciechi, guidato dalla contingenza, che non esiste la finalità di raggiungere il modello migliore possibile. Tuttavia, è difficile per i nostri schemi mentali accettare l’idea che nei viventi non ci sia l’obiettivo di perfezionarsi e così il nostro povero caro Charles Darwin non potrà mai riposare in pace (Girotto – Pievani – Vallortigara, “Nati per credere. Perché il nostro cervello sembra predisposto a fraintendere la teoria di Darwin” Codice Edizioni, 2008).

Abbiamo già parlato della modifica della conchiglia (prima due valve, poi unica e a spirale, e infine regredita o scomparsa). Tuttavia, per comprendere il livello di complessità di un organismo possiamo osservare tre soli aspetti fondamentali: quale è la sua capacità di movimento, come si procura il cibo o sfugge ai predatori e come si riproduce. In base a questo criterio notiamo che:

1 Movimento: i Bivalvi aderiscono ad un substrato roccioso o vivono infossati nella sabbia grazie ad un piede che permette movimenti molto limitati; i Gasteropodi hanno un unico largo piede ventrale, da cui il nome della Classe, che consente loro di strisciare lentamente; nei Cefalopodi questo unico piede si è frammentato in un numero variabile di tentacoli (dieci nei decapodi, ossia seppie e calamari, otto negli ottopodi, polpi) che non servono più al movimento, ma al nutrimento. Per la locomozione possono contare su un raffinato sistema a propulsione: una struttura evoluta dal piede, detta sifone, forza l’acqua nella cavità mantello. Inoltre, in seppie e calamari, il corpo è circondato da una pinna membranosa che, ondeggiando come un gonnellino mosso dal vento, ne facilita il nuoto.

2 Nutrizione: i Bivalvi sono filtratori: si nutrono delle particelle in sospensione nell’acqua che circola nella cavità del mantello grazie ad un sifone inalante e uno esalante; i Gasteropodi sono raschiatori: all’interno dell’apertura boccale hanno una radula, una specie di nastro trasportatore dentato, con la quale raschiano le alghe dai substrati rocciosi; i Cefalopodi sono predatori: i tentacoli, muniti di ventose nella parte ventrale, servono per afferrare la preda e portarla alla bocca centrale in cui, oltre alla radula, è presente un rostro corneo simile ad un becco di pappagallo, con cui frantumano le corazze dei crostacei.

3 Riproduzione I Bivalvi si riproducono per fecondazione esterna, disperdendo i gameti in acqua. I Gasteropodi si accoppiano, ma sono per lo più ermafroditi. I Cefalopodi hanno sessi separati, fecondazione interna, forme di corteggiamento e attuano cure parentali verso la prole. La femmina trattiene le uova all’interno del suo corpo per circa 30 giorni e poi le depone in acque poco profonde attaccandole alla parete superiore della tana ricavata nelle crepe della roccia o all’interno di conchiglie o di oggetti sommersi. Durante tutto il periodo dell’incubazione (4-5 mesi se le acque non sono calde), la femmina non si allontana mai dal nido, pulendolo e difendendo le uova da eventuali predatori, senza alimentarsi e perdendo circa un terzo del peso. In genere le femmine muoiono poco dopo la schiusa delle uova e, quindi, si riproducono una sola volta nella vita (semelpare).

Recenti studi indicano che, sebbene cefalopodi e mammiferi siano il risultato di due linee evolutive separate da almeno 600 milioni di anni, entrambi sono capaci di apprendimento per imitazione. Il polpo Frida, nell’acquario dello Hellabrunn Zoo di Monaco in Germania, osservando il personale che si occupa della sua alimentazione, ha imparato a svitare con i tentacoli il tappo di un barattolo contenente gamberetti, per poter catturare il suo cibo preferito. (M. Bisconti, Le culture degli altri animali. È Homo l’unico sapiens?, 2008. Zanichelli Chiavi di Lettura).

 

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Informazioni su elenacosi

Insegnante di Scienze Naturali (Biologia, Chimica, Geologia, Astronomia) presso la scuola secondaria superiore
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