CORALLI: “esseri basali un po’ pianta, un po’ animale, un po’ pietre” parte III (Giulia D. 3D, Anca e Jacopo 4D).

Secondo Ovidio (Metamorfosi, IV, 740-752) il corallo rosso nacque dal sangue di una delle Gorgoni, Medusa, quando Perseo la decapitò. Le Gorgoni avevano la capacità di pietrificare con lo sguardo, e il sangue di Medusa, al contatto con la schiuma creata dalle onde, pietrificò alcune alghe che col sangue divennero rosse. Il corallo è un antichissimo amuleto portafortuna per i neonati, ancora oggi diffuso. Secondo la tradizione pagana i rametti appuntiti infilzavano il malocchio lanciato per invidia, mentre per i cristiani il suo colore rosso ricordava il sangue di Cristo e veniva usato già nel medioevo per i reliquiari della Croce. Il corallo assumeva così la valenza di simbolo della doppia natura di Cristo, umana e divina. Per questo si trova in numerosi dipinti rinascimentali, come la Madonna del solletico di Masaccio, la Madonna di Senigallia e la Pala di Brera di Pieto della Francesca. Questi interessanti aspetti culturali legati ad un animale fanno riferimento in particolare al famoso corallo rosso (Corallium rubrum L.), un octocorallo della famiglia Coralliidae privo di alghe simbionti, diffuso nel mar Mediterraneo (dalla Grecia fino allo Stretto di Gibilterra) e nell’Atlantico orientale (Portogallo, Canarie, Marocco e Isola di Capo Verde). In genere, popola tutti i mari del globo con il limite estremo costituito dal largo dei circoli polari, di solito si trova a partire dalla profondità di 20/30 metri fino a 200 metri di profondità in luoghi poco illuminati, con scarsa vegetazione, salinità costante e ridotto movimento dell’acqua. Il tasso di sedimenti in sospensione nell’acqua, se troppo elevato, ne limita la sopravvivenza. L’aspetto e la colorazione del corallo varia in relazione al luogo ed alle profondità in cui si trova, generalmente rosso brillante, ma a volte rosa, bianco, marrone ed anche nero, è durissimo e ricercato come materiale per la produzione di gioielli e sculture artistiche. Quello presente nelle grotte delle zone a nord/ovest della Sardegna, nel territorio di Alghero, è considerato tra i più pregiati del Mediterraneo per il colore rosso rubino. Invece, il cosiddetto “Corallo pelle d’angelo“, dal colore bianco sfumato in rosa, è importato dal Giappone (Paracorallium japonicum). La storia di Alghero, Sciacca, Torre del Greco e Trapani sono intrecciate con quella del corallo in modo inscindibile. Famosi sono la Scuola per la lavorazione del corallo e il Museo del corallo di Torre del Greco. In Liguria, nella Riserva Marina di Portofino, la presenza del corallo rosso è continua su tutto il versante meridionale tra i 15 e i 45 metri di profondità, con anche 200 colonie/m2. Merita una nota la recente istituzione della Area naturale marina protetta Capo Caccia – Isola Piana, all’interno della quale è stata creata una zona “A” specifica di rispetto assoluto per preservare la “Grotta del Corallo“, dove sui soffitti interni ed in tutta la zona circostante è ancora esistente una buona quantità di corallo e per il quale è in corso un progetto, unico nel suo genere, di ripopolamento con la creazione di supporti speciali ai quali sono stati innestati spezzoni di corallo provenienti dagli scarti di taglio forniti dai corallari subacquei professionisti che operano nella zona. La crescita della colonia è lenta e questo la rende particolarmente vulnerabile all’azione di raccolta dell’uomo, un tempo operata con metodi distruttivi; oggi in Italia la pesca è di tipo selettivo, effettuata in acqua direttamente da sub per massimizzare la resa della pesca con la scelta solo dei rami più grandi, permettendo nel contempo la salvaguardia della specie. www.wikipedia.it

 

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Informazioni su elenacosi

Insegnante di Scienze Naturali (Biologia, Chimica, Geologia, Astronomia) presso la scuola secondaria superiore
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