FOSSILI MARINI

Nel 1946 il geologo austrialiano Reginal G. Sprigg (1919-1994) scoprì in una regione montuosa a nord di Adelaide nell’Australia meridionale, un ricco giacimento di fossili dalla forme curiose e bizzarre. I fossili rinvenuti a Ediacara Hills raccontano la vita acquatica di oltre 700 milioni di anni fa, rappresentata da forme simili a meduse, vermi e coralli molli. Si trattava di organismi pluricellulari molto semplificati e assolutamente privi di parti dure con funzione di sostegno e protezione”. Quindi, già pluricellulari ma senza esoscheletro né tantomeno endoscheletro. “A partire dalla “grande esplosione del Cambriano” (circa 540 milioni di anni fa), compaiono Molluschi e Artropodi dotati, rispettivamente, di conchiglia e di esoscheletro, migliorando notevolmente la difesa, l’offesa e il movimento e gettando le basi per la colonizzazione delle terre emerse”. Alla fine del Cambriano, circa 490 milioni di anni fa compaiono i Vertebrati che costruiscono uno scheletro interno con la medesima funzione di sostegno e protezione. Inizialmente, lo scheletro è costituito solo da cartilagine, come negli attuali Condroitti (pesci cartilaginei come squali, razze, mante), che possono essere a buon titolo considerati dei fossili viventi. In seguito negli Osteitti (pesci ossei) e negli altri vertebrati, si è diffusa la strategia biologica di rinforzare la cartilagine, costruendo un tessuto osseo vero e proprio con il contributo del fosfato di calcio. In realtà, lo scheletro cartilagineo è ancora presente negli stadi giovanili e nell’adulto si riduce notevolmente, ma senza scomparire del tutto, conferendo flessibilità alle ossa (articolazioni e dischi intervertebrali). Infine, merita ricordare un ritrovamento risalente al Cambriano di enorme interesse paleontologico: gli scisti di Burgess (Burgess Shale) situato nello Yoho National Park, in British Columbia (USA). La scoperta fu fatta casualmente nel 1909 da Charles Doolittle Walcott dello Smithsonian Institute, mentre passeggiava in quella zona. Nella fauna marina di Burgess sono presenti batteri, cianobatteri, protisti, alghe pluricellulari, invertebrati dal corpo molle, invertebrati con esoscheletro e “Pikaia” l’unico fossile con notocorda, il cordone dorsale di sostegno che nei Vertebrati viene rimpiazzato dalla colonna vertebrale nel corso dello sviluppo corporeo. In pratica, tra quei fossili sono già rappresentati tutti i principali gruppi di organismi viventi moderni. L’elevata biodiversità del sito, oltre a innescare controversie scientifiche sulle modalità evolutive (meccanismo lento e graduale e/o modello degli equilibri intermittenti), indica che “la speciazione, la diversificazione e l’estinzione sono parte integrante della storia della vita”.

Pikaia gracilens, the earliest known vertebrat...

Pikaia gracilens, the earliest known vertebrate ancestor, from the Middle Cambrian of British Columbia, digital (Photo credit: Wikipedia)

  • Rustioni Marco “Magnifica Materia. In viaggio alla scoperta della vita”, 2012 LudovicaGreta Editore.
  • Mader Sylvia S. “Immagini e concetti della biologia”, 2012 Zanichelli.
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Informazioni su elenacosi

Insegnante di Scienze Naturali (Biologia, Chimica, Geologia, Astronomia) presso la scuola secondaria superiore
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