Poriferi, le mille doti delle spugne (Tommaso 5D)

Le spugne sono organismi “animali” acquatici, prevalentemente marini, che vivono fissati ad un substrato solido (bentonici). Sono animali davvero peculiari perché, sebbene presentino numerosi tipi di cellule specializzate, sono privi di cellule nervose, muscolari e non possiedono veri e propri tessuti. Hanno la forma di un sacco la cui cavità interna (spongocele) comunica con l’esterno attraverso numerosi “pori” o ostii, da cui dipende il nome del Phylum (Porifera) e il cui diametro è controllato dall’espansione o contrazione di cellule dette porociti. Fondamentali per il nutrimento delle spugne sono i coanociti, cellule specializzate per filtrare i micronutrienti sospesi in acqua, che mediante i loro flagelli generano una corrente all’interno della cavità e catturano la maggior quantità possibile di detriti organici e microrganismi, che vengono poi fagocitati. Il sostegno è assicurato dalle spicole, strutture aghiformi con uno-sei raggi, di tipo calcareo, siliceo o corneo contenute in speciali cellule. Sono ermafroditi e si riproducono per via sessuata, ma sono in grado di riprodursi anche per gemmazione. Le spugne sono in grado di produrre antibiotici, per impedire il proliferare dei batteri nella loro massa porosa, e tossine che le rendono inappetibili ai pesci ed altri predatori, tranne alcuni molluschi come patelle e littorine. La spugna mediterranea (Euspongia officinalis) era utilizzata fino dalla antichità per vari scopi: per la detersione del corpo e per imbottire l’interno di elmi e armature, grazie alla sua particolare morbidezza, e per curare il gozzo sottoforma di ceneri che contengono una buona percentuale di iodio.

Un recente studio, pubblicato su “Science” da Jasper de Goeij, dell’Institute for Biodiversity and Ecosystem Dynamics dell’Università di Amsterdam e colleghi di altri istituti olandesi, ha chiarito il ruolo cruciale delle spugne nella barriera corallina (articoli precedenti su “Coralli”). Le barriere coralline sono tra gli ecosistemi più produttivi del pianeta e funzionano come gigantesche ed efficientissime centrali marine di riciclaggio del carbonio e dei nutrienti, rendendoli disponibili a pesci, crostacei, molluschi ed echinodermi. In mare aperto, sono le popolazioni microbiche presenti nell’acqua a trasferire la materia organica verso livelli trofici più elevati. Al contrario, nelle acque e nei sedimenti permeabili adiacenti alle barriere coralline, la concentrazione del batterioplancton presente non è tale da spiegare il tasso di assorbimento di sostanze organiche disciolte. Sembra che, al posto dei microrganismi, il punto di partenza del riciclaggio nella barriera corallina siano proprio le spugne. Infatti, esse hanno un elevato turnover cellulare, producendo ogni 5-6 ore nuovi coanociti e disperdendo in acqua i vecchi coanociti in forma di particolato organico. Questi detriti cellulari potrebbero essere successivamente ingeriti da organismi detritivori, come crostacei e policheti, che poi entrerebbero a fare parte di una più ampia rete alimentare. “Questo inedito “ciclo delle spugne” spiegherebbe, secondo gli autori, in che modo i cosiddetti hot spot biologici come le barriere coralline possono resistere e prosperare in acque così povere di nutrienti da essere paragonabili ai deserti, e rappresenta un nuovo modello biologico che potrebbe essere estremamente utile per gli sforzi di conservazione di questi delicati ecosistemi.” Rif. www.lescienze.it , 7 ottobre 2013.

Annunci

Informazioni su elenacosi

Insegnante di Scienze Naturali (Biologia, Chimica, Geologia, Astronomia) presso la scuola secondaria superiore
Questa voce è stata pubblicata in Biologia marina, Ecologia e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...