Lofoforati (Foronidei, Briozoi e Brachiopodi): facile confonderli con altri Phylum.

I Lofoforati sono la linea evolutiva dei Protostomi che si sono avviati decisamente verso la fissità, vivendo strettamente ancorati a un substrato sabbioso, limoso o roccioso e nutrendosi mediante microfagia per filtrazione (sospensivori). Sono accomunati dalla presenza del lofoforo, un apparato filtrante costituito da numerosi tentacoli ciliati che circondano la bocca e permettono di catturare i microrganismi sospesi in acqua, intrappolandoli nel muco. Il lofoforo, dato che muove continuamente l’acqua, è anche un organo respiratorio e sensoriale. L’ermafroditismo e la riproduzione asessuale sono, come al solito, tipiche di questi organismi sessili.

I Foronidei sono i meno specializzati: risalenti al Paleozoico, sono vicinissimi al punto di biforcazione tra i primi Protostomi (Briozoi e Brachiopodi) e i Deuterostomi (Emicordati ed Echinodermi). Hanno un aspetto vermiforme e vivono riparati in un tubo pergamenaceo con cui aderiscono al substrato e proteggono il corpo. L’animale non ne fuoriesce se non con il lofoforo, perciò è definito tubicolo.   ­

Il phylum Bryozoa, nome che in greco significa animale-muschio, raggruppa quei Lofoforati che vivono quasi esclusivamente in colonie. Proteggono il corpo in una sorta di capsula (zooecio) di varia natura (chitinosa, calcarea, gelatinosa), equivalente ad una cuticola, in cui possono ritrarsi completamente e che dà la forma alla colonia. A prima vista non è difficile confonderli con gli Cnidari e in particolare con i coralli. Prediligono ambienti tropicali, ma possono definirsi cosmopoliti per la loro distribuzione mondiale. I Briozoi sono detti anche organismi incrostanti in quanto causano incrostazioni sulle carene delle navi e su strutture marine sommerse. Si conoscono fossili fin dal Cambriano, ma la massima espansione risale al periodo tra Ordoviciano e Carbonifero e poi tra Giurassico e Cretaceo. Come abbiamo già ricordato, Robert Edmond Grant, il mentore di Darwin, era un esperto a livello mondiale di tali organismi.

Il phylum dei Brachipodi, evolutosi nel Paleozoico come i precedenti, comprende organismi attualmente poco diffusi, che vivono in ambienti con scarsa popolazione e competizione. Il loro nome deriva dal brachidium, un apparato scheletrico che serve da sostegno al lofoforo. La protezione del corpo è assicurata da una conchiglia a due valve, che però non ha niente a che vedere con quella dei Molluschi Bivalvi. Infatti, il piano di simmetria è perpendicolare al piano di commessura delle valve (fig.B del pdf allegato). Sono inequivalvi (fig. C del pdf allegato) cioè le due valve sono diverse: una valva peduncolare (o ventrale) da cui fuoriesce il peduncolo con cui si ancorano al substrato ed una brachiale (o dorsale), dove è collocato il brachidium e che generalmente è più piccola. Tuttavia, le valve sono equilaterali (fig. A del pdf allegato): il piano di simmetria le divide in due parti esattamente speculari. La conchiglia è secreta dal mantello ed, in genere, è chitinofosfatica (bassa % di fosfato di calcio e alta % di sostanze organiche) nella Classe Inarticulata e calcarea (alta % di calcite e bassa % di sostanza organica) nella Classe Articulata. Per il movimento delle due valve, negli Inarticulata, sono presenti un gran numero di muscoli (adduttori, abduttori, protrattori, diduttori, ecc.) che svolgono una funzione di apertura, chiusura, slittamento e rotazione attorno al peduncolo. Negli Articulata, invece, esistono un numero inferiore di muscoli (adduttori e abduttori) in quanto la presenza di una cerniera, formata da denti e fossette rispettivamente su una valva e sull’altra, evita una rotazione della conchiglia. Gli Articulata, con minor numero di muscoli fanno meno sforzi per i movimenti essenziali ed evitano quelli inutili (slittamento e rotazione) che possono anche favorire la predazione. pdf BRACHIOPODI

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Informazioni su elenacosi

Insegnante di Scienze Naturali (Biologia, Chimica, Geologia, Astronomia) presso la scuola secondaria superiore
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