SIMBIOSI: se ci aiutiamo a vicenda sopravviviamo meglio! (Caterina 4D)

Molteplici sono le interazioni trofiche tra gli organismi. A parte il “grazing” e la predazione, tipici rispettivamente di erbivori e carnivori, esistono modalità ancora più complesse: il parassitismo, il commensalismo, il mutualismo e la simbiosi. Nel primo caso il parassita trae vantaggio e l’ospite viene danneggiato. Il rapporto si può risolvere con la morte dell’ospite, se il tasso di parassitosi è troppo elevato o l’azione del parassita è molto prolungata nel tempo. Nel commensalismo, una delle due specie trae vantaggio, mentre l’altra non è né avvantaggiata né svantaggiata. Il mutualismo e la simbiosi sono associazioni in cui entrambe le specie traggono vantaggio, ma nel primo caso l’interazione è facoltativa, mentre nel secondo caso è obbligata.         

La “madre” di tutte le simbiosi è quella che ha dato origine agli eucarioti, come descritto nella teoria endosimbiontica proposta nel 1981 da Lynn Margulis (1938 – 2011). Secondo tale teoria, gli attuali cloroplasti (organuli intracellulari in cui si svolge la fotosintesi clorofilliana) e i mitocondri (organuli intracellulari deputati alla respirazione cellulare) sarebbero stati in origine dei procarioti veri e propri. Le prove a sostegno sono: una doppia membrana che avvolge gli organuli, la presenza di un cromosoma circolare e di ribosomi di tipo procariotico e la moltiplicazione per scissione binaria.   

Come è iniziata questa simbiosi? Forse con la fagocitosi a danno del procariote che poi non è stato digerito, ma si è conservato all’interno del citoplasma. Studi recenti indicano che i procarioti precursori degli organuli erano probabilmente parassiti cellulari obbligati, e che quindi fossero penetrati “volontariamente” nell’ospite. La sostanza organica e/o l’energia fornita dai simbionti, futuri cloroplasti e mitocondri, avrebbero consentito alla nascente cellula eucariotica di superare quella procariotica in efficienza metabolica, dimensione e complessità. La simbiosi instaurata è così antica e complessa che i geni, necessari per il corretto funzionamento di questi organuli intracellulari, sono in parte localizzati nel DNA nucleare degli eucarioti e in parte nel DNA dell’organulo stesso, indicando un trasferimento genico orizzontale.  

Per tornare all’ambiente marino, gli Cnidari Antozoi, quali coralli e anemoni di mare, stabiliscono delle relazioni di simbiosi con le alghe verdi. Queste ricevono dall’animale protezione ed una costante esposizione alla luce e gli donano carboidrati ed ossigeno. Gli anemoni sono coinvolti in un’altra spettacolare simbiosi, quella con il pesce pagliaccio………..

Margulis Lynn (1981) Symbiosis in Cell Evolution. W.H. Freeman & Sons, New York.

English: Lynn Margulis while attending the sym...

English: Lynn Margulis while attending the symposium “150 años de Darwin” (“150 years of Darwin”) organized by the Ramón Areces Foundation in Madrid, November 2009. Español: Lynn Margulis en su asistencia al simposio “150 años de Darwin” organizado por la Fundación Ramón Areces en Madrid, noviembre de 2009. (Photo credit: Wikipedia)

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Informazioni su elenacosi

Insegnante di Scienze Naturali (Biologia, Chimica, Geologia, Astronomia) presso la scuola secondaria superiore
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