Istituto e Museo Oceanografico di Monaco

L’Istituto e il Museo Oceanografico di Monaco furono fondati tra il 1889 e il 1906, nell’ambito del Ministero della Pubblica istruzione francese. Sono situati in un edificio alla base della Rocca di Monaco sulla Costa Azzurra, che fu inaugurato nel 1910 dal loro fondatore: il Principe Alberto I di Monaco. Egli, a 22 anni, iniziò a sviluppare la propria passione per le scienze naturali ed in particolare per l’Oceanografia. Accompagnato da diversi scienziati, realizzò molti studi dei fondali marini, mappe e carte nautiche. Alberto era molto interessato anche alle origini dell’uomo e fondò a Parigi l'”Istituto di Paleontologia Umana“. Al Principe “navigatore”, come era soprannominato, non mancarono i riconoscimenti scientifici: nel 1909 la “British Academy of Science” lo fece suo membro e nel 1920 ricevette la medaglia d’oro dell'”American Academy of Science“. Nei pressi del Museo, gli è dedicata una statua bronzea che lo raffigura al timone di una nave, in una posa da vero dominatore dei mari.

La sede dell’Istituto e del Museo è un capolavoro di architettura monumentale. La sua maestosa facciata domina il mare, a picco, da 85 metri. Per la sua costruzione sono occorsi undici anni di lavoro e 100.000 tonnellate di pietra della Turbie. I laboratori, le collezioni oceanografiche raccolte dal principe, gli acquari con flora e fauna selvatica dei fondali marini del Mediterraneo, le mostre permanenti e temporanee sono volti a sensibilizzare il pubblico verso l’importante salvaguardia dell’oceano. Al primo piano, la Sala della Balena ospita un monumentale scheletro di balena lungo 20 metri, che permette ai visitatori di confrontarsi con le enormi dimensioni dell’animale, e l’esposizione “Inspirations Marines”, che è una collezione di raffinati oggetti d’arte ispirati al mare. Nel 1957, il famoso Comandante Jacques-Yves Cousteau fu nominato direttore del Museo Oceanografico.

Interessanti sono il gruppo scultoreo intitolato “La scienza scopre le meraviglie dell’Oceano”, dominato da una imponente figura femminile il cui corpo è ricoperto da una rete da pescatore drappeggiata, e la targa dedicata a Jean-Baptiste de Lamarck, posta nell’affascinante e suggestivo giardino esotico. La targa riporta il nome completo, Jean-Baptiste Pierre Antoine de Monet cavaliere di Lamarck, e testimonia che egli giunse a Monaco come militare, mentre partecipava alla Guerra dei sette anni, e che la lussureggiante macchia mediterranea alimentò in lui la passione per la botanica. Inoltre, si legge che probabilmente la varietà delle specie botaniche osservate instillò in lui i semi della teoria del “trasformismo”. Questa rappresenta la prima teoria evolutiva degli organismi viventi, che egli propose con la pubblicazione dell’opera Philosophie zoologique” nel 1809. Cinquanta anni dopo Charles Darwin pubblicherà ne “L’origine della specie” la propria teoria evolutiva, un caposaldo della biologia dal ‘800 ad oggi, che supererà la teoria lamarckiana. Tuttavia, è fondamentale sottolineare l’importanza del lavoro di Lamarck e la sua influenza sugli scienziati dell’800, compresi il mentore di Darwin, Robert E. Grant, e Darwin stesso. È proprio vero che “ogni nuovo scienziato siede sulle spalle dei giganti che lo hanno preceduto”!

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Informazioni su elenacosi

Insegnante di Scienze Naturali (Biologia, Chimica, Geologia, Astronomia) presso la scuola secondaria superiore
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