Jean-Baptiste de Lamarck

Approfondiamo la conoscenza del meritevole lavoro di Lamarck eseguito tra la fine del’700 e i primi dell’800.

Iniziò la sua attività scientifica come botanico, pubblicando il catalogo descrittivo La flore française”, compilato con un nuovo metodo da lui introdotto. Lavorò alla “Encyclopédie methodique”, continuando il lavoro di Diderot e d’Alembert. Fu uno dei fondatori della paleontologia insieme a George Cuvier. Ebbe la cattedra di “zoologia degli invertebrati” al Muséum national d’historie naturelle di Parigi, dedicandosi in modo particolare ai molluschi viventi e fossili. A lui si devono il riordinamento, le divisioni e le suddivisioni degli animali e il termine biologia, introdotto nell’Enciclopedia a cui stava lavorando. Egli è noto soprattutto per la sua teoria dell’evoluzione biologica, ossia la variazione delle specie nel corso del tempo, che portò la nascente biologia fuori dal creazionismo e fondò una prospettiva dinamica della storia della natura. La teoria si basava su tre idee di fondo:

  1. La grande varietà di viventi èfacilmente osservabile nelle specie viventi e in quelle fossili, ormai estinte.
  2. L’uso e il non uso degli arti. È famoso l’esempio del collo delle giraffe: in un primo momento sarebbero esistite solo giraffe con il collo corto; queste ultime, a causa dello sforzo fatto per arrivare ai rami più alti, sarebbero poi riuscite a sviluppare una maggiore lunghezza del collo e delle zampe anteriori e quindi ad avere organi adatti alle circostanze. Per converso, il non-uso di determinati organi portava alla loro perdita. Secondo Lamarck, gli organismi modificavano nel tempo il loro corpo grazie ad una sorta di “spinta interiore verso un miglioramento” che permettesse di sopravvivere e di adattarsi all’ambiente.
  3. L’ereditarietà dei caratteri acquisiti: gli organismi avrebbero poi trasmesso i caratteri acquisiti nel corso della vita ai propria discendenti.

Ovviamente, la più totale ignoranza riguardo le leggi della genetica, pubblicate da Mendel nel 1866 e successivamente riscoperte e approfondite nei primi del ‘900, non permise né a Lamarck né a Darwin di individuare correttamente le cause delle variazioni osservate in natura. I caratteri fenotipici acquisiti nel corso della vita, che un organismo sviluppa in seguito all’azione dell’ambiente senza una corrispondente variazione nel materiale genetico delle cellule germinali, non si possono trasmettere ereditariamente alla progenie. Un recente ed interessante libro di M. Bisconti (“Le culture degli altri animali” Zanichelli, 2008) illustra un’importante idea sull’evoluzione dei processi culturali nelle società animali e umane che fa riferimento a Lamarck. Vi invito a leggere il libro e la mia recensione sul blog “my library” (bibliotecadielena.wordpress.com).

Statue of Jean-Baptiste Lamarck in the Jardin ...

Statue of Jean-Baptiste Lamarck in the Jardin des Plantes, Paris. The inscription reads, “A Lamarck / Fondateur de la doctrine de l’evolution” (In honour of Lamarck / Founder of the doctrine of evolution). (Photo credit: Wikipedia)

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Informazioni su elenacosi

Insegnante di Scienze Naturali (Biologia, Chimica, Geologia, Astronomia) presso la scuola secondaria superiore
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