Organi di senso (I): percepire odori e sapori in acqua (Federico 5D)

Gli organismi viventi hanno evoluto numerosi adattamenti che consentono loro di percepire in maniera molto efficiente gli stimoli che provengono dall’ambiente esterno. Tuttavia, la propagazione dei segnali è molto differente a seconda delle caratteristiche chimico-fisiche del mezzo che deve essere attraversato. È sufficiente fare una breve immersione in mare per rendersi conto che i nostri sensi, vantaggiosi in aria, non sono particolarmente adattati all’acqua.

Consideriamo l’olfatto, ossia la capacità di percepire gli odori. La densità dell’acqua rallenta la dispersione delle molecole odorose, mentre le correnti o le onde determinano forti diluizioni, distribuzioni disomogenee oppure molto uniformi delle sostanze chimiche, rendendo difficile l’identificazione della sorgente di emissione. Dato che l’olfatto è molto utile per molteplici scopi, deve essere ben sviluppato negli organismi marini. In primis può servire a localizzare un luogo adatto per la riproduzione, in particolare nel caso di specie migratorie come anguille e salmoni di cui abbiamo già parlato. L’olfatto può servire, poi, alle larve pelagiche per trovare un luogo dove insediarsi da adulte, magari vicino ad altri conspecifici di cui riconoscono l’odore. Un ruolo fondamentale dell’olfatto viene svolto nella ricerca del cibo e nella comunicazione intraspecifica. I predatori percepiscono l’odore delle prede ancora prima che entrino in gioco vista e “tatto”. D’altro canto, le prede sono messe in allarme dalle sostanze odorose rilasciate dai predatori o da quelle emesse dai conspecifici già aggrediti e feriti. Altrettanto importante è la produzione di feromoni per attrarre individui di sesso opposto durante il periodo riproduttivo. Interessante è l’effetto di una proteina rilasciata dalle femmine del calamaro Loligo pealeii, che scatena l’aggressività tra i maschi spingendoli a combattere furiosamente. Forse, è una modalità per scegliere il compagno più prestante!

Olfatto e gusto sono generalmente molto collegati, basti pensare che un semplice raffreddore ci impedisce di assaporare il nostro cibo. Tuttavia, noi percepiamo i sapori disciolti nella saliva e gli odori dispersi in aria. Per gli organismi marini, in cui olfatto e gusto sono entrambi veicolati dall’acqua, la connessione tra i due sensi è ancora più stretta. Ad esempio, i Cetacei hanno chemiocettori olfattivi e gustativi alla base della lingua.

M.B. Rasotto (2012), La Vita del Mare, Editrice Il Mulino, Collana “farsi un ‘idea”.

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Informazioni su elenacosi

Insegnante di Scienze Naturali (Biologia, Chimica, Geologia, Astronomia) presso la scuola secondaria superiore
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