La scomparsa della Posidonia oceanica (Florida 5A)

Le coste dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo sono coinvolte in un rilevante problema: la progressiva scomparsa delle praterie di Posidonia oceanica. Non si tratta di una alga, ma di una vera e propria pianta una fanerogama marina (Angiosperme Monocotiledoni) appartenente alla famiglia delle Posidoniacee e simile alle Graminacee terrestri, la cui origine risale a 120 milioni di anni fa e che a partire dal 1999 è stata dichiarata patrimonio dell’UNESCO. La Posidonia oceanica ha foglie verdi nastriformi, che possono raggiungere la lunghezza di 1 metro; colonizza soprattutto i fondali sabbiosi situati tra 1 e 30 metri di profondità perché necessita di elevata luminosità. La sua importanza consiste nella produzione di 16 L/m2 di ossigeno al giorno, nel rappresentare un luogo ideale per la riproduzione, l’alimentazione e il riparo di numerose specie di pesci e altri organismi marini e nel proteggere le spiagge dall’erosione, sia smorzando il moto ondoso sia creando un intricato reticolo di radici (matte) che bloccano la sabbia. Infine, essendo ipersensibile agli inquinanti, è un importante indicatore biologico e, ovviamente, la sua scomparsa testimonia un eccessivo livello di inquinamento marino. Anche la pesca a strascico o l’ancoraggio delle imbarcazioni rappresenta un danno meccanico alle praterie di Posidonia, in pratica una sorta di deforestazione che la lentissima ricrescita della pianta rende difficile da sanare.

In Toscana, il Golfo di Follonica rappresenta una zona esemplare. Negli anni compresi tra il 1970 e 1990, la compatta e rigogliosa prateria di Posidonia si è notevolmente ridotta, restando relativamente indenne solo presso Punt’Ala e Calamartina. Le cause sono essenzialmente tre:

  • L’ampliamento del bacino carbonile a Piombino ha messo in sospensione tonnellate di terra, alterando la limpidezza delle acque e riducendo la quantità di luce sul fondale.
  • Gli scarichi di acqua calda, derivante da procedure di raffreddamento di attività industriali, ha alterato la temperatura ottimale di crescita della Posidonia che è compresa tra 10 e 28°C.
  • Gli scarichi dei depuratori di Follonica e Scarlino e gli scarichi industriali hanno acidificato le acque costiere e riversato inquinanti.

Quando vedrete cumuli di filamenti marroni in riva al mare, pensate che si tratta di una prateria sommersa che sta morendo.

Posidonia.Oceanica-800

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Informazioni su elenacosi

Insegnante di Scienze Naturali (Biologia, Chimica, Geologia, Astronomia) presso la scuola secondaria superiore
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