Organi di senso (III): tatto, udito e orientamento (Andrea e Matteo 5B, Matteo 5A)

Il tatto, l’udito e l’orientamento usano lo stesso tipo di recettore, chiamato meccanocettore, che è in grado di percepire la variazione di pressione come quella generata dallo spostamento di aria o di acqua. Questa volta, finalmente, l’acqua è un eccellente mezzo di trasmissione per le onde di compressione e decompressione: per esempio, il suono si trasmette 5 volte più velocemente che in aria. Quindi, gli organismi marini sfruttano ampiamente l’emissione e la ricezione di suoni per comunicare, trovare le prede e orientarsi ed è per questo che il rumore prodotto dalle imbarcazioni può essere un grande fattore di disturbo per loro.

Davvero peculiari nei pesci sono gli organi di senso usati per l’orientamento. Primo fra tutti e ben visibile ad occhio nudo è la “linea laterale”, costituita da pori posti ordinatamente in fila sui fianchi a partire dalla testa fino alla coda. All’interno dei pori ci sono dei sensori, detti neuromasti, collegati tra loro tramite canali. Come molti meccanocettori, i neuromasti sono costituiti da un gruppo di cellule ciliate. Le ciglia sono diritte in assenza di stimolo e sono tutte collegate da proteine, cosi che il piegamento di una si riflette su tutte le altre propagando e intensificando lo stimolo percepito. Queste cellule ciliate sono simili a quelle presenti nell’orecchio interno dei vertebrati terrestri e ne lasciano presumere un’origine comune. Questo organo è molto utile per percepire l’arrivo di un predatore o la presenza dei conspecifici durante il nuoto in banco oppure può essere impiegata per la caccia.

Ancora più particolare è la percezione o la produzione di scariche elettriche da parte degli Elasmobranchi, come squali, razze, pesci sega e torpedini. L’organo di senso in questione è simile alla linea laterale: i pori posti su muso, pinne pettorali o ventre, sono collegati tra loro da canali ripieni di gel elettroconduttivo e raggiungono elettrocettori molto simili ai neuromasti, chiamati Ampolle del Lorenzini. Ogni ampolla è un recettore indipendente, che percepisce la differenza di potenziale tra l’interno del corpo del pesce e l’apertura dei pori. Diverse ampolle sono aggregate in grappoli rivestite da tessuto connettivo ed ogni grappolo è collegato a una precisa zona del midollo spinale. Sono dei veri e propri voltmetri, con una sensibilità tale da consentire allo squalo bianco di rilevare il battito cardiaco di una preda nelle vicinanze, senza bisogno di utilizzare nessun altro organo di senso.

La produzione di scariche elettriche, dovuta alla differenza di potenziale generata dalla potente contrazione di tessuto muscolare, può essere invece utilizzata come arma di offesa e difesa. Gli elettrociti sono cellule speciali di origine muscolare a forma di disco appiattito, sono disposte allineate e affrontate come i piatti conduttori di una batteria e nella anguilla elettrica (Electrophorus electricus) sono così numerosi da produrre una scarica di più di 500 Volt, più che sufficiente ad uccidere un uomo adulto. Se non ricordo male, questi “animaletti” sono un espediente in uno dei film della famosa spia James Bond.

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 M.B. Rasotto (2012), La Vita del Mare, Editrice Il Mulino, Collana “farsi un ‘idea”.

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Informazioni su elenacosi

Insegnante di Scienze Naturali (Biologia, Chimica, Geologia, Astronomia) presso la scuola secondaria superiore
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