Petrolio e catastrofi ambientali (Ginevra 5B)

L’uomo ha sempre utilizzato il mare come mezzo di comunicazione e di trasporto per le merci, ma le grandi navi petroliere, con il loro carico di oro nero, rappresentano un pericolo di dimensioni colossali. Infatti, colossali sono i quantitativi di petrolio greggio riversati in mare in caso di incidente e altrettanto colossali sono i danni ambientali, non solo per gli organismi marini ma anche per le attività ittiche e turistiche. Riportiamo di seguito i principali incidenti che hanno coinvolto le petroliere negli ultimi cinquant’anni, tenendo conto che la quantità di petrolio riversata in mare ammonta sempre a decine di migliaia di tonnellate.

  • 1967 Torrey Canyon tra la costa inglese e le isole Scilly
  • 1978 Amoco Cadiz lungo le coste francesi, Bretagna
  • 1989 Exxon Valdez lungo le coste dell’Alaska
  • 1991 Haven nel Mediterraneo presso il porto di Genova
  • 1996 Sea Empress al largo del Galles, UK
  • 1992 Aegean Sea al largo di la Coruña, Spagna
  • 1993 Braer a sud delle isole Shetland
  • 1999 Erika di nuovo lungo le coste francesi (Baia di Biscaglia)
  • 2001 Jessica presso le coste delle isole Galapagos
  • 2002 Prestige presso la Galizia, Spagna

Tutto ciò senza contare la guerra tra Iran ed Iraq nel 1983 e la guerra del Golfo nel 1991, durante le quali il petrolio fuoriuscito dai pozzi petroliferi danneggiati ha compromesso l’esistenza di interi ecosistemi marini del Golfo Persico.

Un altro pericolo incombe: le trivellazioni off-shore. Costantemente in cerca di nuovi pozzi petroliferi da sfruttare, le compagnie petrolifere estraggono il greggio anche dai fondali marini, nonostante le maggiori difficoltà tecniche e gli elevati rischi ambientali. Immancabile l’incidente: nel 2010, dopo una esplosione sulla piattaforma petrolifera Deepwater Horizon e il mancato funzionamento delle valvola di sicurezza all’imboccatura del pozzo, si è verificata una perdita di petrolio nel Golfo del Messico durata circa 100 giorni e arginata definitivamente 5 mesi dopo. Una “marea nera” che sembrava inarrestabile e che ha richiesto uno strenuo lavoro.

deepwaterIl principio “chi inquina, paga” vale anche per le potenti compagnie petrolifere? E quali sono i danni in casi di perdite di petrolio e le tecniche disponibili per le bonifiche ambientali?

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Informazioni su elenacosi

Insegnante di Scienze Naturali (Biologia, Chimica, Geologia, Astronomia) presso la scuola secondaria superiore
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