Quando la nave diventa barriera corallina

Il vapore Yongala, naufragato nel marzo del 1911 dopo essere stato investito da un uragano, giace a trenta metri di profondità su un fondale fangoso al largo della costa del Queensland, all’interno della Grande Barriera Corallina.

Yongala_(ship,_1903)_-_SLV_H91.108-2943La grade nave, dopo più di cento anni è ancora coricata sul fianco destro, con la prua a Nord, in rotta per il porto di Townsville, dove avrebbe dovuto far sosta prima dell’ultima tappa verso Cairns. L’equipaggio e i passeggeri risultarono tutti dispersi, ma il mare sa trasformare la morte in vita. Attualmente il relitto della nave si è trasformato in una vera e propria barriera corallina, che attrae gli appassionati di immersioni subacque.

diver-on-the-yongalaIl relitto, infatti, è stato completamente colonizzato dagli organismi marini perchè rappresenta l’unico punto solido in un plateau fangoso esteso per miglia e miglia, in un punto dove la corrente è forte e molto ricca di nutrienti. Si tratta di una vera e propria oasi nel deserto per una complessa comunità animale che annovera dai coralli duri e molli agli squali, dai serpenti di mare ai trigoni, e tartarughe, aquile di mare, cernie, platax, carangidi e dentici. Un posto davvero affascinante e ricco di mistero, ma anche di insidie. Prima fra tutte il serpente oliva di mare (Olive sea snake o Aipysurus laevis) che vive nella barriera corallina australiana e si nutre di pesci e gamberi. Non è particolarmente aggressivo, ma un suo morso potrebbe uccidere 15 uomini di 80Kg. (LD50, dose letale al 50%, è di 0,0264 mg/Kg con una produzione di 10-35mg). L’Australia, in generale, non si fa mancare serpenti velonosissimi neppure sulla terra ferma.

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Insegnante di Scienze Naturali (Biologia, Chimica, Geologia, Astronomia) presso la scuola secondaria superiore
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