Mar Nero

Il Mar Nero è il più grande bacino di acqua scarsamente ossigenata al mondo ed è stratificato in due strati. Le acque superficiali sono ben ossigenate fino ad una profondità di circa 200 metri e sostengono un brulicante ecosistema, compreso il famoso storione dalle cui uova si ricava il caviale. Al contrario, le acque profonde, che rappresentano l’87% del volume del Mar Nero, sono stagnanti e non consentono la vita animale, se si fa eccezione per i nematodi, l’unico esempio noto di animali in grado di completare il loro ciclo vitale in assenza di ossigeno.

L’attuale condizione del Mar Nero sembra essersi sviluppata circa 7500 anni fa, diverse migliaia di anni dopo la fine dell’ultima era glaciale, in un evento che è stato collegato al Diluvio Universale dai geologi marini William Ryan e Walter Pitman della Università della Columbia. Mentre i grandi ghiacciai continentali si scioglievano, il livello del mare in tutto il mondo salì di diverse centinaia di piedi (1 piede = 30,48 cm). Il Mar Nero, tuttavia, era isolato nel suo stesso bacino da un ponte di terra presso il Bosforo e l’acqua di fusione dei ghiacciai non influenzò la sua profondità quanto quella dei mari circostanti. Il bacino rimase al di sotto del livello del mare, come succede oggi nel caso del Mar Morto.

Forse in conseguenza di un terremoto o di una violenta tempesta o della pressione del Mar Mediterraneo che aumentava, il ponte di terra che attraversava il Bosforo collassò con un boato che deve essere sembrato il segno della collera divina. Questa, dicono Ryan e Pitman, è la verità riguardo al Diluvio Universale. L’acqua salata si riversò nel basso bacino del Mar Nero a una probabile velocità di 42 millioni di metri cubi al giorno – una cascata 130 volte più grande delle Cascate del Niagara. I villaggi costieri furono sommersi dalle acque del Mediterraneo, in un modo così catastrofico che ne rimase memoria nel mondo antico, e un’area delle dimensioni della Florida si aggiunse al lago preesistente.

Fino dai tempi di biblica memoria, lo stretto del Bosforo poco profondo e senza maree ha impedito il mescolamento delle acque salmastre del Mar Nero con l’acqua salata del Mediterraneo. L’acqua salata più densa sprofonda verso il fondale e le acque profonde indisturbate raramente vengono in contatto con l’aria e con l’ossigeno. Gli unici esseri viventi che prosperano in queste profondità sono batteri anaerobi che “odiano l’ossigeno”. La maggior parte di questi batteri sono batteri solfato-riduttori, che generano il tossico gas solfuro di idrogeno (o acido solfidrico) come prodotto di scarto. Poiché il solfuro di idrogeno reagisce con ogni molecola di ossigeno che si infiltra in profondità, l’ambiente rimane anossico e il sistema di stratificazione una volta instaurato si auto sostiene. La produzione di solfuro di idrogeno rende le profondità del Mar Nero maleodoranti come uova marce e tinge il fango di nero, dando al mare il suo nome attuale. Il suo nome antico era Euxino, derivato dal termine euxinico che fa riferimento a qualsiasi acqua stagnante che odora di zolfo e che è priva di vita animale.

Anche gli oceani occasionalmente sviluppano condizioni euxiniche. Le condizioni climatiche a volte causano la risalita (upwelling) delle acque profonde ricche di nutrienti fino alla superficie. Qui, la combinazione dei nutriente e della luce solare stimola una fioritura algale, che porta a un transiente ma massiccio incremento della biomassa. Non appena i nutrienti si esauriscono le alghe muoiono e precipitano sui fondali. La loro degradazione consuma ossigeno più velocemente di quanto possa arrivarne tramite le correnti o la diffusione dalla superficie. Queste condizioni povere di ossigeno stimolano una seconda fioritura, ma questa volta di batteri anaerobi solfato-riduttori che liberano solfuro di idrogeno mentre consumano la sostanze organica. Le condizioni di ristagno possono mantenersi per mesi fino a che l’approvvigionamento di sostanza organica dalla superficie non si esaurisce. Può capitare che le acque stagnanti risalgano, rilasciando il solfuro di idrogeno in atmosfera. Tale situazione si verificò nel 1998 nella Baia di Sant’Elena vicino a Cape Town in Sud Africa provocando furiose lamentele.

Tradotto dalla seguente monografia:Nick Lane, “OXYGEN The Molecule that made the World” Oxford University Press Inc., New York 2002

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Informazioni su elenacosi

Insegnante di Scienze Naturali (Biologia, Chimica, Geologia, Astronomia) presso la scuola secondaria superiore
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