Risorse dal mare – Maricoltura

La maricoltura e l’acquacoltura consistono nell’applicazione delle tecniche di allevamento per la crescita e la raccolta, rispettivamente, di organismi marini e di acqua dolce.

Secondo stime della FAO, la maricoltura costituisce il settore di produzione alimentare di maggior incremento nel mondo, da cui proviene circa il 34% di tutti i prodotti ittici consumati a livello mondiale. La maricoltura non è rivolta solo alla produzione alimentare, ma anche alla coltivazione di perle, all’allevamento di specie da acquario e di avannotti rilasciati in natura per il ripopolamento (restocking).

Se ne distinguono due tipi:

  • Maricoltura estensiva, in mare aperto: è praticata in condizioni più o meno naturali, in cui l’intervento dell’uomo è limitato a fornire supporti per l’adesione dei molluschi o a confinare tratti di mare con gabbie o bacini galleggianti.
  • Maricoltura intensiva, in aree chiuse: riguarda specie di elevato valore commerciale, la cui crescita è ottimizzata intervenendo in modo quasi assoluto sul controllo degli organismi e del loro ambiente. È realizzata in strutture recintate (vasche da allevamento) in cui viene controllata la temperatura, la salinità, gli inquinanti e altri parametri chimici. L’elevata densità di popolazione ha una serie di effetti negativi come l’accumulo di escrementi, il cannibalismo, la proliferazione di patogeni e parassiti e l’attrazione di predatori, come uccelli e mammiferi marini, che finiscono per imparare a banchettare nelle vasche da allevamento.

A dispetto di alcuni vantaggi, ad esempio la possibilità di ottenere grandi quantità di pesce a prezzi relativamente convenienti anche grazie all’impiego di tecniche biotecnologiche, notevoli sono le criticità connesse con la maricoltura:

  1. Distruzione di habitat per l’insediamento dell’allevamento. Recentemente nella puntata di “Presa Diretta: Salviamo il mare”, andata in onda domenica 15 marzo 2015 su Rai3, sono state analizzate le conseguenze sociali e ambientali della distruzione di foreste di mangrovie e paludi costiere salmastre, nelle aree tropicali e subtropicali, per l’allevamento di gamberi. Le foreste di mangrovie hanno un ruolo ecologico fondamentale: rappresentano una barriera all’erosione costiera e una zona di nursery per le specie selvatiche, garantendo una proficua attività di pesca.
  2. L’impiego di sostanze chimiche (antibiotici, pigmenti sintetici etc.), usate per garantire gli standard di allevamento in analogia con la zootecnia, la rapida crescita da sovralimentazione e lo scarso movimento con aumento della massa grassa, causano una diminuzione della qualità delle carni rispetto al pescato.
  3. I patogeni e i parassiti, che si sviluppano negli allevamenti, possono facilmente diffondere nell’ambiente naturale e attaccare le specie selvatiche, indebolendole e compromettendone la sopravvivenza.
  4. Gli individui in allevamento, con elevato inbreeding, od OGM o a rapida crescita, possono sfuggire e incrociarsi con le specie selvatiche o competere con esse, alterando le reti trofiche.
  5. L’elevata produzione di escrementi e di residui di cibo possono indurre pericolosi fenomeni di eutrofizzazione nelle zone limitrofe.
  6. L’aumento del pescato per produrre farine usate nell’alimentazione delle specie allevate, determina una ulteriore pressione sugli stock naturali.

Dopo questa rapida analisi sulle risorse biotiche che il mare ci offre, è inevitabile pensare ad un famoso libro pubblicato nel 1972 e intitolato “I limiti dello sviluppo”, (traduzione del volume “The limits to growth”, scritto da Donella Meadows, Dennis L. Meadows, Jørgen Randers e William W. Behrens III). Il volume, tanto letto quanto criticato da chi non vuole vedere la realtà e ammettere la verità, ci ricorda che siamo parte di un sistema naturale e che una quantità finita di risorse non può sostenere indefinitamente una crescita esponenziale. L’unica soluzione possibile è la sostenibilità.

  • Castro P., Huber M.E. (2011) Curatore edizione italiana: Roberto Sandulli, Giuseppe Giaccone, Angelo Tursi  “Biologia Marina” McGraw-Hill
  • Donella e Dennis Meadows, Jørgen Randers (Traduzione di M. Riccucci) (2006). I nuovi limiti dello sviluppo. La salute del pianeta nel terzo millennio. Mondadori
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Informazioni su elenacosi

Insegnante di Scienze Naturali (Biologia, Chimica, Geologia, Astronomia) presso la scuola secondaria superiore
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