Jules Verne (1864), Viaggio al centro della Terra, Giunti Editore 2003

Il Prof. Otto Lidenbrock e il nipote Axel sono l’emblema di uno scontro generazionale. Di rado, durante il loro avventuroso viaggio, sono d’accordo su come agire, in quale direzione andare o quale spiegazione razionale fornire a un dato fenomeno. Anzi, per tutto il tempo impersonano due teorie scientifiche contrapposte riguardo alla struttura della Terra. Lo zio geologo è convinto che il centro della Terra sia solido, relativamente freddo e che la superficie terrestre stia perdendo il suo calore primordiale, secondo quanto sostenuto anche dal chimico inglese Humphry Davy nel 1825. Il giovane nipote, invece, si fa portavoce di una nuova teoria, attualmente avvalorata da numerose prove, secondo cui, procedendo verso il centro della Terra, il calore aumenta in modo costante fino ad arrivare ad un nucleo fuso.

L’immagine dello scienziato fornita dall’autore è tutt’altro che edificante: il professore è un uomo insensibile, egoista, irascibile, prepotente, ossessivo, un pessimo insegnante e uno scienziato spesso incapace di vedere la verità, perché accecato dalle proprie ostinate, sbagliate e complicate convinzioni. Eppure, due frasi salvano il personaggio, dimostrando la sua incrollabile volontà (“Non ammetto che un essere umano, dotato di volontà, lasci entrare in sé la disperazione fintanto che il suo cuore batte e la sua carne palpita”) e la sua fede nella scienza (“La scienza, ragazzo mio, è fatta di errori, ma di errori che è proficuo commettere perché portano poco a poco alla verità”).

Sorprendentemente, dopo un lungo viaggio nelle viscere dell’Islanda, i protagonisti arrivano sulle rive di un mare preistorico, paragonato al Mediterraneo e abitato da antiche creature dell’era secondaria. Si assiste addirittura alla tremenda lotta tra un ittiosauro e un plesiosauro. Numerosi sono i riferimenti alla paleontologia e all’antropologia, più volte viene nominato il famoso paleontologo francese George Cuvier. Tuttavia, non dimentichiamo che i fossili dei due immensi dinosauri marini erano stati scoperti da Mary Anning, poco prima che fosse scritto questo romanzo.

E’ sempre molto divertente leggere un libro che miscela così sapientemente, scienza, fantasia ed avventura. Da questo romanzo, inoltre, sono stati tratti due film a cinquanta anni di distanza (1959 e 2009), di cui merita confrontare gli effetti speciali.

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Informazioni su elenacosi

Insegnante di Scienze Naturali (Biologia, Chimica, Geologia, Astronomia) presso la scuola secondaria superiore
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