Ceci Chiara (2013), Emma Wedgwood Darwin, Sironi Editore.

Emma Wedgwood deve la sua notorietà al fatto di avere sposato il cugino Charles Darwin, naturalista affermato e padre della Teoria dell’ Evoluzione.

Charles era così razionale da stilare una lista dei “pro” e dei “contro” riguardo al matrimonio (“Marry and Not Marry”). Solo dopo che avevano prevalso le ragioni del matrimonio, si era messo a cercare la donna giusta, scoprendo che “l’aveva sempre avuta sotto gli occhi”. Ragione e sentimento, tuttavia, devono avere trovato una loro armonia se Georgina Tollet (lettera del 13 o 14 novembre 1838), un’amica di Emma, le scrisse che il suo matrimonio era molto simile a “quelli di Miss Austen, che dire di più!”. Il paragone con le eroine dei romanzi di Jane Austen, già allora molto amati dal pubblico femminile e da Emma stessa, è certo la lusinga migliore per una donna di epoca vittoriana.

Se desiderate conoscere Charles Darwin, come uomo più che come scienziato, e l’epoca in cui è vissuto, il modo migliore è farlo attraverso gli occhi attenti della sua cara moglie Emma, grazie all’ampio e meticoloso lavoro bibliografico dell’autrice Chiara Ceci.

“Emma, aveva ricevuto dal padre una formazione che di solito si riservava ai maschi: aveva potuto viaggiare. Anzi aveva potuto fare il viaggio per antonomasia: il Grand Tour”. Per un inglese consisteva nell’attraversare lo Stretto della Manica e, dalla Francia o dalla Svizzera, arrivare in Italia, il cui patrimonio artistico e paesaggistico veniva visitato in lungo e in largo. Nell’800 non si poteva affermare di essere veramente colti senza aver visitato l’Italia, anche se il viaggio durava mesi e solo pochi potevano affrontare una tale spesa.

Emma era una valida pianista e un’accanita lettrice. Oltre a dedicarsi a scopi filantropici, era riuscita a gestire una grande casa, dieci figli e poi qualche nipote, un marito ipocondriaco e spesso indisposto e le decine di ospiti, tra familiari e scienziati, che frequentavano la loro Down House nel Kent. Aveva una grande predisposizione per le lingue: parlava italiano, francese e tedesco, aiutando spesso il marito nella corrispondenza con i colleghi stranieri.

Il marito la riteneva certo intelligente e degna della più grande fiducia, dato che le chiese di correggere le bozze de “L’Origine della specie” e di altri lavori. “Lei annotava i passaggi poco chiari e dava suggerimenti e critiche”.

Questa sua opera di revisione fu particolarmente intensa per la prima edizione dell’autobiografia di Charles Darwin, curata dal figlio Francis. “Emma voleva che le opinioni religiose del marito rimanessero private per non danneggiarne il ricordo e la reputazione”. Emma era molto credente e aveva potuto affrontare con relativa serenità la morte della cara sorella Fanny, di due figli in tenera età, dei propri genitori e poi del marito, solo grazie all’assoluta certezza che un giorno si sarebbero tutti riuniti nell’aldilà.

La religione era l’unico punto di dissonanza con l’agnostico Charles.

emma copLIGHT

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Informazioni su elenacosi

Insegnante di Scienze Naturali (Biologia, Chimica, Geologia, Astronomia) presso la scuola secondaria superiore
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