Irlanda, paese di cuori ribelli.

Continuando il nostro viaggio tra le strade e i monumenti di Dublino, scopriamo la storia della città e della nazione.

Nella stupenda “Old Library” del Trinity College è conservata l’arpa di Brian Boru che è l’emblema nazionale della Repubblica d’Irlanda. L’arpa, infatti, appare sul retro delle monete irlandesi dell’Euro e nell’insegna della birra Guinness. Inoltre, “The Spire” (il Pinnacolo), il celebre monumento in O’Connell Street che probabilemente rappresenta un raggio di luce solare, viene anche chiamato pinnacolo di Brian Boru.

Brian Boru, il cui nome irlandese è Brian Boraime, fu Sovrano supremo d’Irlanda dal 1002 al 1014. Uno scritto risalente al XII secolo dal titolo Cogadh Gaedhil re Gallaibh (Guerra degli Irlandesi contro gli Stranieri) ha originato l’immagine popolare di Brian Boru quale valoroso condottiero che guidò le sue armate per scacciare dall’Irlanda gli invasori vichinghi. Tuttavia, i vichinghi si erano già integrati nello scenario politico d’Irlanda molto prima della nascita del sovrano. Infatti, le scorribande vichinghe iniziarono in Irlanda nell’ultimo decennio dell’VIII secolo e diedero luogo nel IX secolo ad alcuni insediamenti a Dublino, Waterford, Wexford, Limerick e Cork. Nell’arco di poche generazioni gli abitanti di queste colonie si mescolarono con le popolazioni locali, dando luogo alla popolazione degli Hiberno-Normanni.

In St. Stephen’s Green ci soffermiamo davanti alla statua di Wolfe Tone (Edward Delaney, 1967).

Wolfe Tone (20 Giugno 1763 – 19 Novembre 1798), fu una figura di spicco della ribellione irlandese del 1798 e il padre dell’ideale repubblicano. Studiò legge al Trinity College di Dublino e fondò la “Society of the United Irishmen” per esortare la cooperazione tra la Chiesa Cattolica e Protestante d’Irlanda e così realizzare una indipendente Repubblica Irlandese. Nel 1794, Tone e i membri della Società da lui fondata pensarono di sfruttare la guerra tra l’Inghilterra e la Francia a favore della loro causa indipendentista. Tone si arruolò al servizio della Repubblica Francese, accordandosi per un’invasione francese dell’Irlanda, in modo da aiutare militarmente i ribelli irlandesi che erano insorti nel 1798 (the Rising). Tuttavia, non ottenne il successo sperato e, durante una delle incursioni militari francesi sulle coste irlandesi, fu catturato e condannato all’impiccagione per tradimento. Con la sua morte, terminò l’insurrezione del 1798 e lui, che ne era stato il primo fautore, ne fu anche l’ultima vittima.

Il memoriale all’incrocio tra O’Connell Street e Parnell Street è dedicato Charles Stewart Parnell e nel cimitero Cattolico di Glasnevin la tomba di Parnell, vicina a quella Daniel O’Connell, è costituita da un masso non lavorato di granito di Wicklow su cui è semplicemente scritto “PARNELL”

Charles Stewart Parnell (27 Giugno 1846 – 6 Ottobre 1891) era un personaggio carismatico, consiederato una delle più straordinarie figure delle politica Irlandese e Inglese. Era il leader dell’Irish Parliamentary Party, che costituiva un’ampia rappresentanza di parlamentari irlandesi all’interno del Parlamento del Regno Unito. Egli aveva ottenuto, grazie alla strategia ostruzionistica, la discussione di tre proposte di legge a favore di una maggiore autonomia e autodeterminazione del popolo irlandese, gettando le basi per la approvazione della Home Rule del 1912.

Il nostro abituale punto di ritrovo a Dublino era davanti al General Post Office, un elegante edificio georgiano situato ad O’Connell Street, che era stato il luogo della proclamazione della Repubblica irlandese durante la Sollevazione di Pasqua (Easter Rising) del 1916.

L’opposizione alla unificazione tra Gran Bretagna e Irlanda (Atto di Unione del 1800) aveva preso due forme distinte: una basata sull’attività parlamentare, l’altra sulla resistenza armata. Sul fronte dell’attività parlamentare lavorava strenuamente Charles Stewart Parnell, mentre Daniel O’Connell ed altri indipendentisti organizzarono varie rivolte armate nella seconda metà dell’800. L’11 aprile 1912 la terza delle proposte di legge autonomiste a cui aveva lavorato Parnell venne approvata (Home Rule), garantendo la formazione di un Parlamento Irlandese con poteri autonomi e sede a Dublino. Nel gennaio del 1916, la Fratellanza Repubblicana Irlandese (Irish Republican Brotherhood), comprendente Tom Clarke, Joseph Plunkett e Patrick Pearse, si unì all’Esercito dei cittadini irlandesi fondato da James Connolly, con lo scopo di promuovere un’insurrezione armata nella settimana di Pasqua e garantire l’attuazione della Home Rule. La Rivolta fu sedata in sei giorni, ed i suoi leader furono processati dalla corte marziale e giustiziati. Nonostante il suo insuccesso militare, l’episodio è oggi considerato uno dei punti saldi per la futura creazione dell’attuale Repubblica d’Irlanda. Quest’anno (2016) cade, quindi, un importante centenario: quello della più significativa ribellione degli irlandesi per ottenere l’indipendenza dal Regno Unito, dopo il tentativo del 1798 organizzato da Tone Wolfe.

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Insegnante di Scienze Naturali (Biologia, Chimica, Geologia, Astronomia) presso la scuola secondaria superiore
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