Pirati e Corsari che solcano i Sette Mari.

Il fenomeno della pirateria è antichissimo ed è ancora esistente. Nel corso dei secoli sono solo cambiate le zone geografiche in cui si è maggiormente concentrata l’attività dei pirati, che da sempre seguono le principali rotte commerciali per abbordare e depredare le navi mercantili. I pirati prediligono le aree marine ricche di isole e insenature, dove è possibile nascondersi con facilità, avvistare e attaccare i mercantili. In passato assalivano spesso anche i villaggi e ne catturavano gli abitanti per rivenderli come schiavi e, attualmente, capita che chiedano un riscatto per ostaggi catturati durante le loro scorrerie.

Il Mar Mediterraneo e, in particolare, l’Egeo era infestato dai pirati Etruschi già ai tempi degli antichi Greci e Romani. Nel Basso Medioevo era ancora il Mediterraneo il centro della pirateria  ad opera di Mori, Saraceni e Berberi, i quali minacciavano anche le navi che trasportavano i Crociati in Terra Santa. Ad essi si aggiungevano i pirati Narentani, provenienti dalla Dalmazia, che agivano nel mare Adriatico mettendo i pericolo i fiorenti commerci della città di Venezia. Nell’Alto Medioevo (tra VIII e  XII secolo) sono note le attività piratesche dei Vichinghi provenienti da Scandinavia e Danimarca, e con loro, la pirateria comincia a coinvolgere anche l’Oceano Atlantico Settentrionale, oltre al Mediterraneo. Nei secoli seguenti, i regnanti europei sfruttarono alcune forme di pirateria a proprio vantaggio per attaccare, non militarmente, le navi mercantili di altri paesi in modo da indebolirli e danneggiarli. Il Re Enrico III D’Inghilterra, per esempio, in tempo di guerra con l’emissione di una “lettera di corsa” autorizzava, appunto, i corsari ad attaccare le navi mercantili nemiche e a trattenere una parte del bottino. I corsari erano in pratica dei marinai mercenari al servizio di un determinato regnante, mentre i pirati erano dei fuorilegge senza patria. La differenza più evidente fra pirati e corsari riguardava la loro cattura. I corsari erano considerati prigionieri di guerra e soggiacevano alle norme previste dal diritto bellico marittimo. Invece, i pirati erano sommariamente giustiziati, in genere per impiccagione al pennone di una nave, con una esecuzione esemplare che servisse da monito.

La pirateria moderna inizia nel XVII secolo e si sposta nel Mare dei Caraibi e nelle Antille, grazie all’appoggio di Francia e Inghilterra che desideravano contrastare il potere della Spagna sulle rotte dell’Oceano Atlantico Centro-Meridionale. L’incremento nel numero dei pirati nel secolo successivo fu causato dal nuovo equilibrio tra le potenze europee e dalla riduzione delle flotte militari e mercantili. Di conseguenza le condizioni di vita dei marinai peggiorarono, aumentò la loro disoccupazione e molti si dedicarono alla pirateria che prometteva guadagni facili, condizioni di vita più umane e uno stile di vita libero ed indipendente. La pirateria attuale, infine, si concentra nelle acque dell’Oceano Pacifico e Oceano Indiano. Sulle coste del Mediterraneo e del Sud America la pirateria è ormai saltuaria, mentre si annida ancora nel Golfo di Aden e nel Corno d’Africa.  Invece, la pirateria dei Caribi e del Nord America è stata debellata dalla Guardia costiera degli Stati Uniti.

Nonostante i pirati siano essenzialmente ladri e assassini, nell’immaginario collettivo sono diventati personaggi affascinanti, intrepidi e misteriosi grazie a romanzi come L’isola del tesoro (Treasure Island) di Robert Louis Stevenson o ai cicli sui pirati della Malesia e sui corsari delle Antille di Emilio Salgari, pubblicati a partire dalla seconda metà dell’800. L’impressionante quantità di film che ne è scaturita non ha fatto altro che alimentare una serie di fortunati stereotipi, fino ad arrivare all’originale pirata Jack Sparrow, interpretato da Johnny Depp nella famosissima trilogia de “I pirati dei Caraibi”. Oltre ai personaggi inventati, alcuni pirati famosi sono storicamente documentati e tra loro spiccano anche alcune donne come l’irlandese Grace O’Malley.

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Informazioni su elenacosi

Insegnante di Scienze Naturali (Biologia, Chimica, Geologia, Astronomia) presso la scuola secondaria superiore
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