Bisconti Michelangelo, Le culture degli altri animali. È Homo l’unico sapiens? (2008) Zanichelli.

Un libro ricchissimo di spunti di riflessione che alimenta il desiderio di approfondire le conoscenze di etologia, antropologia, neurologia, evoluzione, genetica e psicologia. Inoltre, è un’altra picconata al piedistallo evolutivo su cui gli esseri umani si sono posti arbitrariamente. Infatti, un numero crescente di ricerche scientifiche su primati, altri Vertebrati e Invertebrati, dimostra la diffusa presenza tra gli animali di sistemi culturali, che per alcuni aspetti sono paragonabili al nostro. In pratica, sono tutti basati sulla creatività dei singoli, sulla comunicazione e l’insegnamento dell’innovazione al resto del gruppo, sulla capacità di apprendimento, utilizzo o modifica della innovazione stessa da parte degli allievi.

E questo ci porta direttamente al ruolo di insegnanti e allievi e al significato di cultura.

Tim M. Caro (Università della California a Davis) e Marc D. Hauser (Univeristà di Harvard) (1992)  hanno definito l’ insegnamento, in termini biologici, come un comportamento altruistico che:

  1. È messo in atto solo alla presenza di individui ignoranti, ossia che non possiedono la conoscenza.
  2. Per gli “insegnanti” è costoso in termini energetici e non vantaggioso nell’immediato.
  3. Per gli “allievi”, invece è vantaggioso perché facilita la rapida acquisizione di nuove informazioni e abilità, che successivamente possono essere modificate e riadattate.

Aggiungerei che, in realtà, è vantaggioso anche per gli insegnanti, perché trasmettere in modo chiaro concetti complessi richiede rielaborare, approfondire e collegare più conoscenze diverse, acquisendone una piena consapevolezza. D’altro canto è completamente inutile per gli allievi se non sono disposti ad ascoltare e ad affrontare il difficile compito di capire, imparare ed eseguire.

L’autore propone di considerare l’evoluzione culturale un fenomeno biologico lamarckiano, perché consiste nell’ereditarietà di caratteri acquisiti: un insegnante acquisisce delle conoscenze durante la sua vita e le trasmette ad individui non necessariamente imparentati rendendole ereditarie. “I comportamenti trasmessi per via culturale possono diffondersi in una popolazione molto più velocemente dei caratteri insorti per mutazione genetica (evoluzione darwiniana). Inoltre, il fatto che tutti i membri di un gruppo possano condividere rapidamente il comportamento adattativo farà aumentare in maniera significativa la probabilità di sopravvivenza dell’intero gruppo. La cultura è dunque un fenomeno che aumenta la probabilità di sopravvivenza di interi gruppi di organismi, mentre l’evoluzione biologica aumenta solo la probabilità di sopravvivenza dei singoli individui. ”

La cultura ha svolto e svolge sicuramente un ruolo fondamentale nell’evoluzione delle specie animali e, ovviamente, nella capacità di “Homo sapiens” di conquistare tutti gli habitat e di prevalere sulle altre specie. Il suo impoverimento rappresenta un meccanismo potenzialmente molto pericoloso per la futura sopravvivenza di una specie.

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Informazioni su elenacosi

Insegnante di Scienze Naturali (Biologia, Chimica, Geologia, Astronomia) presso la scuola secondaria superiore
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