Lovelock J., Gaia: A new look at life on Earth. Oxford Univerity Press 1979 (Seconda Edizione, 2016) e Climate Central, Le stranezze del clima, Zanichelli 2013

La genialità di uno scienziato consiste non solo nel fatto che sia il primo a comprendere un fenomeno complesso, ma anche che riesca a farlo decenni prima di tutti gli altri scienziati. Inizialmente sarà considerato da molti un visionario e criticato o deriso. Poi, il tempo gli darà ragione.

È questo il caso di James Lovelock l’ideatore di “Gaia Hypothesis”. Negli anni 60 gli scienziati della NASA gli chiesero di mettere a punto un metodo per identificare forme di vita su Marte. Facendo riferimento al libro di E. Schrödinger “What is life”, pensò che una caratteristica comune di ogni forma di vita è la diminuzione di entropia. Dato che un pianeta mostra il proprio stato entropico nella composizione chimica dell’atmosfera, egli suggerrì di studiare l’atmosfera di Marte. Il suo contributo scientifico andò ben oltre questo metodo, tuttora utilizzato dagli astrobiologi. Egli suggerì la necessità di avere una visione scientifica unificata del Pianeta Terra, Gaia in greco antico, che tenesse conto dell’ “appasionato e stretto legame tra la vita e il suo ambiente”, e coniò il termine Geofisiologia per indicare questa nuova branca della scienza. La sua ipotesi consisteva nel considerare litosfera, idrosfera, atmosfera e biosfera come un unico superorganismo, una entità autoregolata dall’interazione delle singole parti mediante sistemi a feedback positivi e negativi che contrubuiscono a renderla costante. Nella “filosofia olistica” di Lovelock l’uomo fa parte del sistema, ma ha molti più obblighi che privilegi. Homo sapiens, infatti, ha costruito intorno a se una “tecnosfera”, di cui non sa più fare a meno, che consuma risorse e produce rifiuti e inquinanti a una velocità senza precedenti nella storia del pianeta.

Nel 1988, circa dieci anni dopo la pubblicazione del libro di Lovelock, scienziati appartenenti a diverse discipline hanno creato l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) che raccoglie,valuta e riassume le pubblicazioni scientifiche globali sul tema del cambiamento climatico. Lo scopo è di fare chiarezza su un tema molto complesso e controverso, di cui si discute ancora animatamente a circa trenta anni di distanza, e fare in modo che governi e cittadini siano consapevoli di cosa sta succedendo ed agiscano per migliorare la situazione. Il testo della Zanichelli è utilissimo perché illustra in modo chiaro e molto sintetico cosa è l’IPCC, cosa sta succedendo a livello climatico, quali sono le previsioni per il futuro e che cosa possiamo fare per arginare i danni dovuti a deforestazione, consumo dei combustibili fossili e aumento dei gas serra in atmosfera. Inoltre, descrive due sistemi a feedback positivo che ricordano quello di cui parlava Lovelock. Il primo riguarda il vapore acqueo, un potente gas serra molto più abbondante della anidride carbonica. L’aumento della temperatura degli oceani e delle terre emerse fa aumentare l’evaporazione, quindi aumenta il vapore acqueo in atmosfera che, in quanto gas serra, trattiene il calore e fa aumentare le temperature e l’evaporazione, e così via con un meccanismo che sembra stia accelerando il ciclo dell’acqua. L’altro effetto di retroazione è detto amplificazione artica. Il ghiaccio e la neve hanno un elevato albedo e riflettono i raggi solari, diminuendo il riscaldamento del suolo. Però, un maggiore scioglimento dei ghiacciai causa una minore riflessione dei raggi solari e questo fa aumentare il calore al suolo e lo scioglimento e così via, di nuovo.

La cosa più preoccupante è che pochi percepiscono il pericolo insito nell’ “inerzia di un sistema complesso messo in movimento” e non comprendono che meccanismi innescati a scala globale richiedono molto tempo per attenuarsi scomparire o invertirsi. Basti pensare che i CFC, il cui uso fu vietato negli anni ’80, sono ancora presenti in atmosfera e stanno ancora facendo fluttuare lo spessore dell’ozono stratosferico.

“We should beware”! (James Lovelock, 1979)

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Informazioni su elenacosi

Insegnante di Scienze Naturali (Biologia, Chimica, Geologia, Astronomia) presso la scuola secondaria superiore
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