Lorenz Konrad. E l’uomo incontrò il cane – Piccola Biblioteca Adelphi N. 9/1973 (38° edizione marzo 2011)

Considerata l’origine di Homo sapiens nella savana africana, forse i primi Canidi addomesticati erano degli sciacalli dorati. Tuttavia, è probabile che il legame iniziale fosse ancora piuttosto labile, dovuto semplicemente alla reciproca utilità. Quali vantaggi potevano trarre i nostri antenati? Probabilmente un branco di sciacalli costituiva una buona sentinella notturna e un valido aiuto per seguire una preda ferita. D’altro canto gli sciacalli avrebbero ricevuto in compenso parte del bottino di caccia.

Un vero rapporto “cane-padrone” deve essersi instaurato solo dopo che gli uomini sono passati da una vita nomade a una stanziale, con la costruzione di case da custodire e a cui fare ritorno. “L’unica cosa veramente certa è che il progenitore della maggior parte dei nostri cani non è il lupo nordico, come un tempo in generale si credeva. Si può supporre con sufficiente sicurezza che gli uomini, trasmigrando sempre più a nord, portassero con sé, già addomesticati, cani discendenti dallo sciacallo, dai quali poi, attraverso ripetuti incroci con animali di sangue lupino, sono nate razze come i cani esquimesi, gli indiani, i samoiedi, le laike russe, il chow-chow e pochi altri.”

Da dove nasce l’attaccamento di un cane per il padrone? Inizialmente, quando è ancora un cucciolo, prova un attaccamento filiale e infantile verso la famiglia adottiva. Poi, da adulto, scatta la fedeltà che lo lega al capo branco e l’affetto che lo unisce ai compagni di branco. “Questa seconda radice è più forte in tutti cani di discendenza lupina che non nei discendenti dallo sciacallo, poiché nella vita del lupo la coesione del branco ha assai maggiore importanza, ma si tratta di una fedeltà virile, per così dire, da uomo a uomo.” Le razze canine, quindi, non sono diverse solo nell’aspetto, ma soprattutto nel carattere istintivo dell’animale. Solo un componente della famiglia umana può essere riconosciuto dal cane come capo branco. Molto probabilmente non è quello che lo nutre come una madre, né quello che gioca con lui come un fratello. È quello che ha un rapporto meno affettuoso e più distaccato, proprio la persona che a prima vista sembra essersi meritato di meno la fedeltà e l’amore dell’animale.

Chiunque decida di prendere con sé un cane dovrebbe evitare di sceglierlo in base alla moda del momento. Dovrebbe leggere questo piccolo e preziosissimo libro, per comprendere quale razza sia più consona alla propria personalità e alle proprie esigenze e quali siano gli elementi base dell’addestramento tali da rendere il proprio cane ben educato e la convivenza piacevole per entrambi.

Ricordate inoltre il suggerimento di Lorenz : spesso “un bastardo intelligente, fedele, animoso e con i nervi a posto, dà alla lunga assai più soddisfazione che un campione purissimo costato un patrimonio.

 

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