Morris Desmond – The Naked Ape – Jonathan Cape, London 1967 (La scimmia nuda – Sec. Ed. Giunti Editore 2017)

Dopo i viaggi astrali in compagnia di Tonelli e Bignami, torniamo a terra ed occupiamoci della specie Homo sapiens a cui apparteniamo. Ma continuiamo a seguire la loro traiettoria che, nonostante le nostre indubbie capacità razionali, la varietà di culture e le prodigiose abilità tecnologiche, ci costringe a ridimensionare il ruolo degli esseri umani nella storia naturale.

Il Prof. Morris dichiara apertamente l’intenzione di osservare l’uomo “in modo spietato”, con il distacco di un etologo che vuole comprendere il comportamento di una specie diversa dalla propria. Per questo motivo decide di usare l’appellativo “scimmia nuda” in modo da ricordare sempre la nostra appartenenza al mondo animale e da evidenziare la nostra particolarità biologica: siamo gli unici Primati privi di pelliccia. Da buono scienziato, l’autore prende subito in esame tutte le possibili spiegazioni di un adattamento tanto peculiare, evidenziandone i vantaggi evolutivi. Le due spiegazioni più convincenti sembrano consistere in una maggiore attrazione sessuale tra i partner e nella maggiore facilità di eliminare i parassiti.

Accanto a caratteristiche utili alla nostra sopravvivenza come la neotenia (la tendenza a mantenere nella vita adulta alcuni comportamenti infantili, quali giocare, ridere, piangere, essere curiosi, apprendere), ce ne sono altre che potrebbero causare la nostra estinzione. In particolare, le moderne aggressioni a distanza e la collaborazione di gruppo rendono difficile, se non impossibile, la decifrazione “da parte del vincitore dei segnali di pacificazione del perdente e spingono a sostenere i propri compagni ad oltranza, così l’aggressione continua ad infuriare violentemente”.

Sicuramente si sono verificati “mutamenti importanti nell’evoluzione dello scimmione cacciatore, carnivoro e camminatore, con una tana fissa a cui fare ritorno, a partire da uno scimmione raccoglitore, frugivoro e arboricolo che si spostava continuamente su un ampio territorio”. Il monito finale dell’autore è che le specie evolvono o si estinguono e, nel nostro caso, è particolarmente pericoloso l’impressionante aumento della popolazione umana che sta provocando l’estinzione di molti altri organismi e che, ovviamente, innesca una forte competizione all’interno della nostra stessa specie.

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Informazioni su elenacosi

Insegnante di Scienze Naturali (Biologia, Chimica, Geologia, Astronomia) presso la scuola secondaria superiore
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