Rizzolatti Giacomo, Vozza Lisa – Nella mente degli altri. Neuroni specchio e comportamento sociale, 2008, Zanichelli.

A proposito di difficoltà nel comprendere il prossimo, certamente non c’è bisogno di tirare in ballo la diversità culturale. La letteratura e il cinema abbondano di relazioni difficili tra uomo e donna o tra adolescenti e adulti, dovuti a incomunicabilità e incomprensioni. Ricordo una mia alunna il cui sogno era di poter leggere nel pensiero altrui e credo che tutti almeno una volta nella vita abbiamo desiderato di conoscere la verità nascosta dietro le parole e le apparenze.

Recentemente, il gruppo del Prof. Rizzolatti dell’Università di Parma ha scoperto il modo con cui riusciamo a leggere nella mente altrui e, in alcuni casi in quella degli altri animali, a imitare, a capire le emozioni, a provare empatia, ad essere conquistati da un bel libro o da un avvincente film. Tra i “circa 100 miliardi di neuroni, che controllano la vita vegetativa e le funzioni cerebrali superiori (percezione, attenzione, memoria, linguaggio, apprendimento), ci sono alcune cellule nervose chiamate neuroni specchio, la cui funzione è quella di riconoscere le azioni degli altri e capirne il senso”. In pratica, dal modo in cui una persona afferra una bottiglia e dalla sua espressione facciale possiamo facilmente capire se ci vuole amichevolmente offrire da bere o se è così arrabbiata da volerci spaccare la testa!

“È qualcosa che avviene in noi in modo talmente naturale che non ce ne rendiamo neppure conto. Eppure questo fatto è alla base della capacità dell’uomo di cogliere informazioni utili nelle azioni degli altri per sopravvivere in una società costantemente in moto”.

La scoperta dei neuroni specchio è un esempio di serendipity. Questo termine, coniato nel 1754 da Horace Walpole un diplomatico inglese presso la corte fiorentina, indica la scoperta casuale di una cosa molto interessante, mentre si stava cercando tutt’altro. In ambito scientifico non è certo un caso isolato. Tuttavia, bisogna ricordare che la “fortuna” è vana, se non è accompagnata dalla “virtù” di saperla riconoscere e sfruttare. La scoperta è avvenuta per caso nei macachi ed è stata confermata in altre specie, tra cui l’uomo. Grazie alla nostra capacità di astrazione e all’uso del linguaggio, questi speciali neuroni si attivano non solo quando compiamo od osserviamo un’azione, come nelle scimmie, ma anche quando ne leggiamo una descrizione o ne sentiamo parlare.

La scoperta dei neuroni specchio ha una notevole importanza per lo studio di una malattia ancora poco compresa come l’autismo. Quando le “conoscenze” sono scarse, si diffondono  sciocche e pericolose “credenze”, come la convinzione che i vaccini possano provocare tale patologia. L’autismo è una malattia congenita, correlata ad una disfunzionalità dei neuroni specchio, che però diventa evidente proprio nel periodo in cui i bambini sono sottoposti alle vaccinazioni. Attenzione alla differenza tra concomitanza e relazione causa-effetto!

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Informazioni su elenacosi

Insegnante di Scienze Naturali (Biologia, Chimica, Geologia, Astronomia) presso la scuola secondaria superiore
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