Mancuso Stefano, Viola Alessandra – Verde brillante – Giunti 2013, 2015; Armaroli Nicola, Balzani Vincenzo – Energia per l’astronave Terra – Zanichelli 2008, 2011

Dopo tanto tempo, ho sentito nostalgia del periodo trascorso all’Università in cui mi occupavo di meccanismi di difesa nelle piante da patogeni e stress, modificazione genetica (OGM) e phytoremediation. In particolare, ricordo il grande senso di pace e soddisfazione durante la micropropagazione in vitro delle piantine di pomodoro o di gerbera. Sapevo che le aiutavo a rigenerarsi. Facevo tagli rapidi e precisi con un bisturi affilatissimo, sperando che non provassero dolore, e distanziavo bene le talee nel terreno di agar nei barattoli sterili per garantire a tutte la stessa possibilità di crescita. E le piantine, costrette a vivere in un mondo tanto innaturale, crescevano in modo lussureggiante.

La capacità rigenerativa delle piante è davvero impressionante. Come ci spiega il Prof. Mancuso, sono prive di organi singoli come gli animali e sono costituite da moduli che si ripetono, come i pezzi del Lego, collegati in una struttura a rete. La loro vita sessile, infisse nel suolo, non permette loro di sfuggire alle amputazioni provocate dai predatori e nel corso dell’evoluzione sono state costrette a sviluppare tutta una serie di particolari strategie di sopravvivenza. Di conseguenza le piante sono anatomicamente e fisiologicamente molto diverse dagli animali. Questo, nel corso dei secoli, ha portato gli scienziati a sottovalutarle e considerarle “viventi, ma insensibili” collocandole un solo gradino al di sopra alle pietre nella “Scala Naturae”. Ovviamente, le cose hanno cominciato a cambiare grazie a Charles Darwin, ma c’è ancora molta strada da percorrere.

L’autore, attraverso affascinanti esempi, contribuisce in modo fondamentale a ribaltare questo modo superbamente antropocentrico di vedere le piante e ci dimostra che hanno migliaia di piccoli occhi (fotorecettori), di piccoli nasi (recettori di sostanze volatili), di piccole bocche e di piccoli cervelli (le radici e gli apici radicali), di piccole mani e orecchie (canali meccano-sensibili), senza contare molte altre capacità percettive degne di un supereroe. Quindi sono più che sensibili e, inoltre, sono intelligenti se si considera il termine nella sua definizione più generale, ossia la capacità di risolvere problemi per sopravvivere.

Dobbiamo ricordare sempre la totale dipendenza degli animali e dell’uomo dall’ossigeno prodotto dalle piante, senza contare che costituiscono la base di qualunque rete alimentare, sono fonte di energia, materiali da costruzione, medicine, benessere psicofisico, e più recentemente di ispirazione per le nanotecnologie con la biomimetica.

A proposito di energia, Armaroli e Balzani, mentre prendono in esame le fonti energetiche utilizzabili con i loro relativi pro e contro, accennano alla fotosintesi artificiale. Le foglie delle piante sono in pratica degli efficienti pannelli fotovoltaici che per ora la nostra tecnologia non è riuscita ad eguagliare.

 

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Informazioni su elenacosi

Insegnante di Scienze Naturali (Biologia, Chimica, Geologia, Astronomia) presso la scuola secondaria superiore
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