I coralli sono romantici in pericolo

I coralli si riproducono prevalentemente per via asessuata mediante gemmazione dei polipi che costituiscono le colonie. Tuttavia, in una notte di Luna piena alla fine dell’estate, si riproducono per via sessuata liberando uova e spermatozoi nell’acqua di mare e lasciando alle onde e alla marea il compito di fare incontrare i gameti.

La riproduzione asessuata è un meccanismo efficiente, specialmente in caso di organismi sessili, dato che garantisce un rapido incremento numerico senza necessità di entrare in contatto con altri individui della stessa specie. Tuttavia ha uno svantaggio: la perdita di variabilità genetica dovuta alla clonazione degli individui. In un ambiente altamente instabile e rapidamente mutevole a causa di inquinamento, pesca intensiva e cambiamento climatico (aumento delle temperature e acidificazione delle acque), questa uniformità genetica è decisamente pericolosa perché limita le possibilità dei coralli di adattarsi all’ambiente.

La riproduzione sessuata, invece, grazie alla meiosi (crossing over in profase I e assortimento indipendente dei cromosomi omologhi in metafase I) e grazie alla fecondazione casuale tra gameti, assicura un’elevata variabilità genetica. La selezione naturale poi agisce da setaccio su tale variabilità e sceglie gli organismi più adatti alle situazioni contingenti. Tuttavia, anche questa via ha i suoi lati negativi, specialmente in considerazione della loro strategia riproduttiva a J. La fecondazione esterna per dispersione dei gameti, non garantisce un’elevata efficienza di fecondazione e le larve, sebbene molto numerose, sono abbandonate a loro stesse e sottoposte ad alti tassi di mortalità per predazione o altre cause.

I biologi marini sono in allarme a causa di tre eventi di sbiancamento dei coralli (bleaching) di portata globale che si sono verificati negli ultimi 20 anni: nel 1998, nel 2010 e nel 2014. E ovviamente, stanno cercando di correre ai ripari con tutti mezzi a loro disposizione, perché non c’è tempo da perdere.

Le tecniche comprendono, in particolare:

  1. Allevamento e trapianto di microframmenti di coralli.
  2. Fecondazione assistita, allevamento delle larve fino a uno stadio avanzato ed espianto in mare.
  3. Modulazione epigenetica, che consiste nel sottoporre i coralli a situazioni di stress, come temperature elevate, per indurre l’attivazione di geni che li rendano più resilienti.
  4. Selezione artificiale di varietà resistenti.
  5. Manipolazione genetica e selezione del microbioma simbionte dei coralli (batteri ed alghe).
  6.  Crioconservazione del germoplasma dei coralli.

Si tratta di tecniche che richiedono tempo e costi elevati, la cui fattibilità ed efficienza è ancora al vaglio, ma è confortante sapere che gli scienziati non stanno mai fermi con le mani in mano ad aspettare il peggio. Prevenire è sempre meglio che curare.

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Informazioni su elenacosi

Insegnante di Scienze Naturali (Biologia, Chimica, Geologia, Astronomia) presso la scuola secondaria superiore
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