Introduzione al Blog

Il giorno 20 aprile 2013 è finito il nostro soggiorno in Galles, ma il progetto di Biologia marina continua……..con il nostro BLOG ” See the Sea Life – Liceo ‘Volta’ Colle Val d’Elsa

Perché il blog si intitola “See the Sea Life – Liceo Volta”?

“See the Sea Life” è il titolo del progetto proposto dalle proff. Monica Creati (Inglese) ed Elena Cosi (Scienze Naturali, Biologia e Chimica), del Liceo Scientifico “A. Volta” di Colle Val d’Elsa (SI), per la classe 3D A.S. 2012-13. Il progetto, approvato e finanziato dalla Regione Toscana – Settore Formazione e Orientamento (POR CRO FSE 2007-2013 Asse V “Transnazionalità e interregionalità”), si è svolto nella seconda parte dell’anno scolastico.

Quali sono gli scopi del progetto?

  1. Migliorare l’apprendimento della lingua inglese mediante un soggiorno di 15 giorni in Galles (Abergele, Contea di Conwy, UK, earlall.it), durante il quale gli studenti saranno ospitati in famiglia, frequenteranno corsi di inglese e svolgeranno attività pratiche ed escursioni.
  2. Conoscere storia, cultura, usi e costumi del Galles e del Regno Unito.
  3. Approfondire il programma curricolare di Biologia attraverso lo studio degli ecosistemi marini, in particolare del Mare Mediterraneo e dell’Oceano Atlantico che influenzano, rispettivamente l’Italia e il Regno Unito, e molte altre nazioni dell’Europa.
  4. Approfondire il programma curricolare di storia, filosofia, letteratura, arte, matematica e fisica con specifico riferimento al tema del mare e della navigazione.

Chi pubblicherà i post sul Blog?

Tutti gli studenti della classe 3D e del Liceo “A. Volta”- Sezione Classico e Scientifico, sono invitati a pubblicare i post, in lingua inglese e/o italiana, previo invio alla Prof.ssa E. Cosi che ne effettuerà la revisione. 

Quali argomenti conterrà il blog?

La nostra esperienza di viaggio dalla Toscana al Galles e tutti gli argomenti scientifici ed umanistici correlati con il MARE

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DAVID DOUBILET A FIRENZE, ITALY

La mostra “OCEANI”, a Villa e Giardino Bardini di Firenze (Italy), ha portato il mare in città.

Le sorprendenti foto, che raccolgono il lavoro svolto da David Doubilet per il National Geographic in circa 50 anni di attività, in cui ha attraversato gli oceani di tutto il mondo da quelli artici a quelli tropicali, mostrano un’altra faccia del nostro pianeta ancora poco studiata e indubbiamente poco accessibile alla maggior parte delle persone.

Una passione per la fotografia subacquea, iniziata da giovanissimo all’età di 12 anni, che ha guidato tutta la vita di David e lo ha spinto a migliorare continuamente la qualità delle immagini e la tecnica, fino all’invenzione dell’effetto over/under. Questa straordinaria metodica gli ha permesso di scattare immagini meravigliose a pelo d’acqua, che ritraggono in contemporanea la superficie e la colonna d’acqua sottostante, in un confronto tra colori e organismi che lascia incantati.

Ovviamente, una persona che ama la natura al punto da rischaire la vita in innumerevoli immersioni nei dintorni di squali, alligatori e barracuda, non può sicuramente tirarsi indietro davanti alla crisi ecologica e climatica che stiamo vivendo. L’impatto delle sue immagini denuncia in modo potente la presenza della plastica al posto dei banchi di pesci, la mattanza dei delfini, il cui sangue tinge di rosso le acque, i coralli che mostrano i segni dello sbiancamento per l’aumento delle temperature, ben documentate dal confronto tra gli scatti effettuati ad anni di distanza, in modo analogo alle foto scattate su numerosi ghiacciai.

Sono immagini davanti alle quali abbiamo l’istinto di fuggire e guardare dall’altra parte, verso i graziosissimi e quasi fantascientifici Nudibranchi, ma non è quello che dobbiamo fare se vogliamo salvaguradre la nostra specie insieme a tutte le altre con cui conviviamo.

Infine, non è trascurabile il fatto che la mostra si trova in uno dei luoghi più belli e panoramici di Firenze, da cui si gode una vista unica sui principali monumenti che richiamo i turisti da ogni parte del mondo. Se vi trovate nei dintorni e siete appasionati di arte e di mondi sommersi, non potete perderla. 

https://it.wikipedia.org/wiki/David_Doubilet

“Two Worlds: Above and Below the Sea” David Doubilet, Phaidon 2021

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Solstizio d’inverno sul mare della Toscana (Italy)

(Photo courtesy of Simone Tilli)

Oggi, 21 dicembre 2024, il sole è allo zenit (ossia perpendicolare) al tropico del Capricorno. Nell’emisfero boreale (a nord dell’equatore) il dì ha la durata minima e la notte ha la durata massima all’interno del giorno. Sembra che il buio prevalga sulla luce, ma in una giornata limpida e splendente come questa è difficile da credere!

Infatti, da questo momento in poi le ore di luce cominciano lentamente ad aumentare fino ad arrivare al solstizio d’estate: il giorno in cui l’attuale situzione astronomica si ribalta completamente, il dì ha la durata massima, la notte ha la durata minima e il Sole è allo zenit al tropico del Cancro.

La fine è l’inizio e l’inizio è la fine, in un continuo ciclo che si rinnova ogni anno.

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Evoluzione Antropogenica

Oggi è l’11 settembre e, come ogni anno in seguito agli eventi tragici del 2001, dopo il tramonto sono state accese le luci blu di “Tribute in Light” nel luogo dove si ergevano le Torri Gemelle.

Così nell’oscurità spiccano due fasci verticali che illuminano la notte, in modo del tutto artificiale e sono visibili a chilometri di distanza, non solo dagli esseri umani ma anche dagli uccelli migratori, che ne sono attratti e disorientati.

Ed Yong, nel finale del suo affascinante libro “An Immense World” (Editore Vintage Publishing, 2022 e per l’Italia Editore La nave di Teseo 2023) ci fa riflettere sull’inquinamento sensoriale che sperimentano gli animali in un mondo ormai sempre più dominato dalle luci notturne e dai rumori prodotti dagli esseri umani.

Noi siamo abituati a preoccuparci delle sostanze chimiche che inquinano aria, suolo e acqua e non ci accorgiamo di forme di inquinamento più subdolo che disturbano la migrazione degli animali, la loro capacità di raggiungere il mare o i siti di nidificazione, e le tecniche di comunicazione, fondamentali per i rituali di accoppiamento e riproduzione o per la caccia.

Gli animali sempre più difficilmente trovano luoghi incontaminati, lontani dall’influenza umana decisamente pervasiva, e sopravvivono solo se riescono ad adeguarsi ai nuovi ambienti che noi modifichiamo ad una velocità poco compatibile con i ritmi dell’evoluzione.

E’ comparso di recente un articolo scientifico che parla di evoluzione antropogenica 1, ossia un’evoluzione delle specie causata dalla pressione selettiva che l’uomo stesso sta imponendo alle altre creature del Pianeta Terra con le proprie attività, da aggiungere alle forze della selezione naturale e sessuale.

E’ lecito domandarsi quante specie soccomberanno sotto il peso dei nostri cambiamenti troppo intensi e veloci.

1 Lee Alan Dugatkin “Evoluzione antropogenica” Le Scienze agosto 2024; Le attività umane stanno cambiando qualcosa di più degli habitat delle specie viventi: stanno modificando le specie stesse.

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Iannace A., Storia della Terra, Editori Laterza 2023

Ormai, dopo quattordici anni di insegnamento nella scuola superiore, ho capito che l’interesse degli studenti per una disciplina dipende dalla passione con cui il docente riesce a trasmetterne i contenuti fondamentali, facendoli diventare delle storie avventurose di tentativi e di scoperte, a volte così importanti da cambiare la nostra visione del mondo. Devo ammettere di non avere mai avuto profonde competenze di geologia e neppure una particolare predilezione per la materia, che si è riflessa in una preparazione di base dei miei studenti, in questo settore.

Tuttavia, dopo la lettura del libro del prof. Iannace, tutto è cambiato. Il testo è di notevole interesse scientifico e storico, non solo per le spiegazioni chiare e coinvolgenti, ma anche per i collegamenti con altre discipline come la biologia, la paleontologia, la chimica, la geografia e la storia. Mi ha colpito molto l’indicazione precisa di luoghi in Italia e nel mondo in cui poter osservare delle particolari formazioni geologiche e la capacità di fornire un nome e una biografia ai padri delle più importanti teorie geologiche.

La scuola non riesce quasi mai a fare a meno dei libri di testo, che sono sicuramente un riferimento ordinato e sequenziale di argomenti da trattare nel corso dell’anno, ma spesso sono freddi e noiosi. Solo i bei libri di divulgazione, come questa STORIA DELLA TERRA, possono consentire una comprensione profonda e multidisciplinare della scienza e fornire agli studenti un punto di vista così realistico e completo da avere un ruolo orientativo. Scommetto che chiunque legga questo volume prenderà in grande considerazione la possibilità di laurearsi in geologia. Senza ombra di dubbio sarà la lettura estiva che assegnerò ai miei alunni del terzo anno, con il progetto di dedicare una parte sempre maggiore degli ultimi due anni di liceo alla geologia e all’organizzazione di viaggi di istruzione geologico-naturalistici nel nostro meraviglioso paese, così interessante dal punto di vista geologico.

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Verne Jules, Ventimila leghe sotto i mari, RBA 2018 (Vingt mille lieues sous les mers: Tour du monde sous-marin, Collezioni Hetzel 1870).

Io non amo particolarmente i libri di Jules Verne, ma tra queste pagine si trova probabilmente la più profonda dichiarazione d’amore al mare, declamata da uno dei protagonisti, il Capitano Nemo.

Inoltre, alcune osservazioni dell’autore rendono questa opera un documento storico tale da permettere un confronto tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XXI secolo. Ad esempio: “La questione del mostro accese gli spiriti; i giornalisti che fanno professione di scienza, in lotta con quelli che fanno professione di spirito, versarono fiotti di inchiostro […]. Lo spirito aveva vinto la scienza”. Nessuna differenza, nonostante i circa 150 anni trascorsi da allora: gli esseri umani si dividono tra quelli che cercano di agire con razionalità seguendo le conoscenze scientifiche e quelli che si lasciano trasportare dalle emozioni e agiscono in modo istintivo e spesso irrazionale. Purtroppo, di solito prevalgono questi ultimi perché le loro spiegazioni e motivazioni sono più facili da comprendere e da seguire anche se non sono corrette. La descrizione fantascientifica, per l’epoca, di un sottomarino molto più potente ed efficiente di quello costruito da R. Fulton all’inizio del ‘800, alimentato dall’energia elettrica, preannuncia il futuro. In realtà, l’autore non poteva immaginare la costruzione di un sottomarino che utilizza l’energia nucleare per la sua propulsione, dato che la radioattività e la fissione nucleare sono state scoperte, rispettivamente, circa 20 e 70 anni dopo la stesura del libro. Tuttavia, il primo apparecchio di questo tipo fu varato dalla Marina degli Stati Uniti nel 1954 e fu chiamato proprio Nautilus.

Interessanti gli scienziati e gli esploratori nominati nel testo e le spiegazioni chimico-fisiche sul funzionamento del sommergibile e delle tute da palombaro, gli strumenti di navigazione, la descrizione del mare e delle sue caratteristiche, gli abiti di bisso. Altrettanto notevole l’elenco dettagliato di organismi marini osservati attraverso i vetri del sottomarino. Impossibile non chiedersi se ai giorni nostri il Prof. Pierre Aronnax osserverebbe ancora una tale biodiversità! A tal proposito, l’autore evidentemente non ignora l’ecologia, termine introdotto dal biologo tedesco Haeckel nel 1866, dato che parla del pericolo di estinzione dei lamantini, dugonghi e trichechi ad opera dei marinai che avevano una predilezione per le loro carni, dello spopolamento di isole abitate dalle foche e dela pesca intensiva dei merluzzi con il grave rischio di danneggiare irrimediabilmente la capacità riproduttiva degli stock. Il personaggio di Ned Land, il prestante marinaio canadese che pensa solo ad uccidere e mangiare tutti gli animali che gli capitano a tiro, senza timore di devastare isole o estinguere specie, esemplifica l’attività umana sulla natura, spesso incontrollata e senza scrupoli. Lo stesso Capitano Nemo afferma che, “sebbene uccidere per uccidere sia un privilegio serbato all’uomo”, è un passatempo sanguinario che non gli piace. Per la verità, è un privilegio che l’uomo si è arrogato, basandolo su una presuntuosa idea di superiorità. Inoltre, riconosce agli oceani e alla Corrente del Golfo il ruolo di “moderatori nell’economia generale del globo”, comprendendo che non si potrebbero calcolare le conseguenze sul clima delle perturbazioni delle correnti marine.

Durante il viaggio attraverso gli oceani e mari del globo, il sommergibile entra nel Mar Mediterraneo e il prof. Aronnax vedendolo disseminato di relitti lo chiama “vasto ossario… dove tanti esseri umani hanno trovato la morte!”. Ovviamente il pensiero è subito rivolto ai barconi carichi di migranti che affrontano i pericoli del mare per sfuggire alla povertà, alle torture e alla morte nel loro paese d’origine, senza che a livello internazionale si riesca a trovare un accordo per gestire nel modo migliore questa emergenza umanitaria.

Concludo citando la frase che preferisco: “compresi che …la forza creatrice della natura vince l’istinto distruttivo dell’uomo”.

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Visita Didattica  presso il CENTRO STUDI SQUALI – Istituto Scientifico di Massa Marittima (GR)

Il giorno 1 Febbraio 2024 abbiamo accompagnato due classi prime (1A, 1G) del Liceo Linguistico e Scientifico “Niccolò Rodolico” di Firenze nel Centro di ricerca scientifica dedicato agli squali presso Massa Marittima (c/o Aquarium Mondo Marino Via della Cava, Loc. Valpiana 58024 Massa Marittima (GR), https://www.centrostudisquali.org/).

I ricercatori che lavorano con passione, competenza e immensa dedizione presso il Centro hanno mostrato agli studenti le vasche con gli esemplari di pesci ossei e cartilaginei, dei quali hanno spiegato le caratteristiche essenziali. L’interesse degli studenti è stato inevitabilmente catturato da una cernia enorme che ci osservava con curiosità dall’altra parte del vetro, seguendo i nostri spostamenti con i suoi occhioni rotondi. Vi assicuro che per un momento non è stato più così scontato capire “chi osservava chi”. Al contrario, gli squali bentonici mimetizzati tra le rocce o lo squalo pinna nera con il suo nuoto perpetuo non ci hanno degnato di uno sguardo, ma ci hanno ammaliato con la loro grazia ed eleganza.  

A seguito di un’attività di laboratorio, relativa alla misura dei parametri fisico-chimici dell’acqua necessari al benessere dei pesci e alla valutazione della crescita di alcuni squali nati da qualche settimana, adorabili miniature di individui già completi come gli adulti, abbiamo assistito ad una lezione in cui venivano spiegate: evoluzione dei pesci cartilaginei, loro classificazione e principali differenze con i pesci ossei, anatomia, organi di senso, riproduzione ed ecologia. In particolare, vorrei soffermarmi su questo ultimo aspetto:

GLI SQUALI SONO PREDATORI DI VERTICE, OSSIA SONO AL VERTICE DELLA PIRAMIDE ALIMENTARE CHE SOSTIENE LA VITA DEL MARE E SI NUTRONO DI ANIMALI MALATI, VECCHI, FERITI O MORTI.

Questo ha importanti conseguenze:

  1. L’EVENTUALE SCOMPARSA O ECCESSIVA DIMINUZIONE DEGLI SQUALI ALTERA L’EQUILIBRIO DELL’ECOSISTEMA, FACENDO AUMENTARE IN MODO CONSIDEREVOLE LE LORO PREDE ABITUALI CHE ESERCITANO UNA PRESSIONE DI PREDAZIONE TROPPO ELEVATA SULLA BASE DELLA RETE TROFICA, CAUSANDO PER ESEMPIO LA MORTE DEI PESCI ERBIVORI E UNA CRESCITA ALGALE INCONTROLLATA OPPURE IL CROLLO DELLE POPOLAZIONI DI MOLLUSCHI. 
  2. EVENTUALI INQUINANTI COME METALLI PESANTI, MICROPLASTICHE E SOSTANZE ORGANICHE NOCIVE POSSONO SUBIRE IL FENOMENO DEL BIOACCUMULO E DELLA BIOMAGNIFICAZIONE NEL CORPO DEGLI SQUALI
  3.  GLI SQUALI RIPULISCONO IL MARE DAI CADAVERI E LIMITANO LA DIFFUSIONE DELLE MALATTIE.  

 I PRINCIPALI PERICOLI PER GLI SQUALI DERIVANO DALL’UOMO. INFATTI, 100.000.000 DI SQUALI SONO UCCISI OGNI ANNO PER:

  • SHARK FINNING (AMPUTAZIONE DELLE PINNE USATE PER UNA ZUPPA STUPIDAMENTE RITENUTA AFRODISIACA)
  • SPESCA SPORTIVA (LE MASCELLE SONO CONSIDERATE UN TROFEO DI CACCIA)
  • PESCA COMMERCIALE (CARNE, OLIO DI FEGATO, CARTILAGINE, PELLE)
  • BYCATCH (CATTURA INVOLONTARIA INSIEME AL PESCATO RICERCATO)
  • RETI FANTASMA E RETI ANTI-SQUALO (SE RIMANGONO INTRAPPOLATI NELLE RETI NON POSSONO PIÙ NUOTARE, L’ACQUA OSSIGENATA NON ARRIVA ALLE BRANCHIE E, INCREDIBILE PER UN PESCE, MUOIONO AFFOGATI)
  • INQUINAMENTO (SOSTANZE TOSSICHE CHE ALTERANO LA RIPRODUZIONE E LA CAPACITÀ DI ALIMENTARSI)
  • DEGRADO DELL’HABITAT E CAMBIAMENTO CLIMATICO
  • VITTIME DI UNA CATTIVA REPUTAZIONE (IN PREVALENZA CINEMATOGRAFICA) CHE NON RISPECCHIA LA REALTÀ (GLI ATTACCHI MORTALI DI SQUALI ALL’UOMO SONO INFERIORI A 10 ALL’ANNO).

Alla fine della nostra visita, ci è stato gentilmente regalato un breve volume, di facile lettura, chiaro e completo, molto utile per la didattica, che è acquistabile dal sito web https://www.centrostudisquali.org/prodotto/evoluzione-squali-libro/.

Se desiderate leggere pubblicazioni scientifiche sempre aggiornate relative agli squali, rimando al blog del Centro https://www.centrostudisquali.org/blog/.

IL CENTRO NON RICEVE FINANZIAMENTI PUBBLICI E AUTO-SOSTIENE LA SUA ATTIVITA DI RICERCA AD ALTO LIVELLO CON LE DONAZIONI, CON LA VENDITA DI LIBRI E GADGET E CON LA DIDATTICA, perciò consiglio vivamente la visita presso il Centro non solo per il valore intrinseco dell’attività, ma anche per il contributo che darete alla salvaguardia di specie fortemente minacciate.

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La scienza a Teatro con Isabella Rossellini e Angela Finocchiaro

Alla fine di gennaio due importanti teatri di Firenze, sono stati illuminati dall’intelligenza e dalla simpatia di due attrici che hanno avuto il coraggio di mettere in scena la Scienza, intrecciandola in modo lieve e coinvolgente ad un racconto autobiografico.

Isabella Rosellini ha interpretato al Teatro della Pergola il suo “Darwin’s Smile” ispirato a un libro di Charles Darwin dal titolo “L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali (“The Expression of the Emotions in Man and Animals) pubblicato il 26 novembre 1872. Il naturalista, era un grande osservatore e, cercando instancabilmente prove a favore della sua controversa teoria dell’evoluzione, studiava le espressioni facciali dei propri figli piccoli e la mimica che utilizzavano per comunicare i propri sentimenti. Il suo obiettivo era dimostrare che alcune espressioni, correlate a sensazioni forti come paura, disgusto, felicità e rabbia, erano innate, ossia non dovute all’apprendimento e universali, comuni agli uomini, ai primati e ad altri animali, e quindi ereditate da un antenato comune.

La protagonista racconta di avere sempre amato gli animali, ma avendo brutti voti a scuola, smise di studiare e sfruttò la sua bellezza, diventando modella e attrice. Poi, quando le offerte di lavoro vennero a mancare, dato che il mondo dello spettacolo di rado accetta la vecchiaia delle donne, decise di iscriversi all’Università diventando etologa: una biologa specializzata nello studio del comportamento animale. Dal testo di Darwin, che certamente avrà fatto parte del suo programma di studi, Isabella Rossellini manda al pubblico un messaggio molto importante: la chiave per una sana convivenza tra tutti gli esseri viventi è l’empatia, ossia la capacità di comprendere il dolore o la gioia che ciascuno di noi può causare al prossimo.

Analogamente, Angela Finocchiaro ha interpretato ne “Il Calamaro Gigante” al “Teatro Verdi” un personaggio che si è lasciato convincere dalla famiglia ad accettare un impiego sicuro, invece di seguire i propri sogni e studiare gli animali. Così il suo subconscio, insoddisfatto da una occupazione che non le si addice, la catapulta in mondo parallelo in cui si mescolano la sua infanzia, costellata dai dialoghi con la nonna e i genitori, e una incredibile avventura con Pierre Denys de Montfort, uno zoologo e naturalista francese, vissuto tra la fine del’700 e l’inizio dell’800. Esperto di malocologia, collaborò con Georges-Louis Leclerc de Buffon e classificò più di cento specie di molluschi. Purtroppo, fu deriso dalla comunità scientifica e morì prematuramente in povertà perché, mescolando leggende riferite dai marinai e osservazioni naturalistiche, propose l’esistenza del Kraken, ossia di un calamaro gigante capace di affondare le navi. Alcuni anni dopo la sua morte, la scoperta dell’Architeuthis giustificò almeno in parte le sue ricerche, ma ormai era tardi per rendergli giustizia. Anche questo spettacolo si conclude con un messaggio importante che può essere di ispirazione per qualsiasi generazione e si ricollega alla storia di Isabella Rossellini: per vivere appieno senza rimpianti è necessario seguire i propri sogni, senza paura né del fallimento né del giudizio degli altri.

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Creations of the mind and “Stochastic Parrots”

DEAR READER,

EVERY ARTICLE OF THIS BLOG IS THE RESULT OF A HUMAN MENTAL PROCESS, NOW AND FOREVER.

I PROMISE, PLEASE BELIEVE ME.

THE COMPUTER IS JUST A VERY GOOD TIPEWRITER, IT IS NOT A WRITER AT ALL.

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Marco Annoni, “La felicità è un dono”. Sonzogno. Collana Scienze per la vita. (2022) Prefazione di Telmo Pievani.

Nel periodo natalizio siamo tutti alla ricerca del regalo perfetto per parenti, amici e conoscenti, ma è sempre più difficile scegliere qualcosa di originale, utile e gradito: cosa si può mai regalare a persone che hanno già tutto? Se leggeste il libro di Marco Annoni, cambiereste prospettiva e vi fareste domande più difficili e scomode: cosa si dovrebbe donare a chi non ha niente? Quale dono ci renderebbe davvero felici?

Se fate attenzione, negli spot pubblicitari di questo mese di dicembre prevalgono gioielli, profumi, indumenti e smartphone. Tutte cose belle ma superflue, che si aggiungono ad uno stato di benessere, spesso non appagante. Allo stesso tempo, sfruttando il fatto che ci vogliamo sentire tutti più buoni e felici, compaiono spesso anche richieste di donazioni per la ricerca scientifica, per la denutrizione e le malattie dei bambini nei paesi in via di sviluppo, per persone con gravi handicap che necessitano di cure costanti e costose. In pratica, siamo spinti da un lato a comprare cose inutili e dall’altro lato a fare beneficenza per avere la coscienza a posto e, come spesso accade, si fa leva sulle emozioni e non sulla razionalità.

Questo volume, di facilissima lettura, è illuminante e ci permette di fare pace con noi stessi, perfino durante le festività. Non si tratta di un decalogo da seguire per trovare la felicità, che per altro come l’intelligenza o l’amore, è molto difficile da definire ed è sicuramente multiforme e sfaccettata. Al contrario questo saggio, che mescola sapientemente dati scientifici, racconti di storie vere, notizie fondamentali e forse poco note, ci dimostra pagina dopo pagina che l’infelicità propria e altrui dipendono da uno stupido egoismo e che solo l’altruismo intelligente potrà salvare la specie umana e donarci la felicità personale.

Infatti, secondo l’autore, l’altruismo deve essere efficace, come suggeriscono Peter Singer e William MacAskill, ma anche intelligente, ossia capace di controllare la nostra emotività e di valutare con saggezza se stiamo facendo sia il proprio bene sia il bene altrui.

Per quanto mi riguarda sono rimasta molto colpita dall’avere scoperto grazie a questo libro che si può redigere un testamento biologico o meglio “disposizioni anticipate di trattamento” (o DAT), in cui esprimere la volontà a donare il proprio corpo alla scienza per aiutare la ricerca.

Considerando, inoltre, che parte dei proventi della vendita di questo libro sarà devoluta alla Fondazione Umberto Veronesi, lo suggerirei come regalo per qualsiasi occasione di festa.

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Status symbol a costo della vita.

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